Shopping cum mathre: ecco il bottino

Ok, avrete capito che io non sarò mai una fashion blogger. Uno dei motivi è che faccio il lavoro della mia vita, e come succede nel 90% dei casi, esso non è ben remunerato. Raramente riesco a mettere da parte qualcosa a fine mese, quindi lo shopping non è un mio vizio. Per fortuna, però, ho una madre che durante i saldi diventa munifica, e non sarei una degna figlia, se non ne approfittassi!

Come rovinare una storia d’amore già scritta nel tuo cervello

Insomma, arrivo in libreria e mi dirigo verso quello che da lì diventò il mio ultimo pensiero prima di andare a dormire. Non bello, vado spesso da Feltrinelli e non lo avevo mai notato. Gli consegno la lettera di vettura e gli esplico la situazione. Cerco di essere simpatica, perché mi rendo conto che il negozio in generale e lui in particolare non avevano nessuna responsabilità. Sennonché, sorpresona sgradita, loro hanno solo il libro uguale a quello che avevano mandato a me.libreria-colorata

La guerra alla Feltrinelli

Eravamo rimasti alla mia dichiarazione di guerra alla Feltrinelli. In realtà non era stata semplicemente la copertina sbagliata a mandarmi fuori dai gangheri: quell’ordine era davvero partito male. Vi spiego in breve come funziona quel sito: voi fate il vostro ordine. Per ogni articolo vi dicono in quanti giorni riusciranno a procacciarselo. A quel punto, se vi va bene, disponete il pagamento, ma i soldi vi saranno scalati soltanto quando i libri saranno tutti disponibili. Fino a quel momento voi potete annullare o modificare l’ordine. È un metodo molto onesto, secondo me; per dire, nei siti di saldi online spessissimo non va così: ti scalano subito i soldi dalla carta, e se c’è qualche problema aspetti e speri nel rimborso. Sì, ok, non mi è mai capitato che non mi rimborsassero, ma è pagare merci che fisicamente non ci sono ancora che mi dà fastidio.
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Trucco stregatta: armi affinate

Quando ho deciso di darmi al trucco stregatto dello scorso post di questa categoria, volevo evitare di rimetterci uno stipendio. Ci sono ombretti fuxia economicissimi (io ho usato i pigmenti di kiko) e non serve puntare al mascara fuxia di Dior, che costa uno sproposito: io mi sono accontentata di uno Wjcon in offerta a meno di tre euro.

Man Jungle – L’accarezzatore folle

Apro una mini rubrica incentrata sulle specie di maschio più in voga tra le fantasie nuziali della zitella inacidita. Una mini guida per imparare a conoscerli e a difendersi (anche se forse non sono la persona più indicata 😛 ) dai loro attacchi. Quest’oggi tocca all’accarezzatore folle.

Nome comune: accarezzatore folle
Nome scientifico: palpofilum follis

Volevano mangiarmi!

E insomma, come vi dicevo erano riusciti a rapirmi. L’umiliazione è stata così cocente che ho smesso di soffiare e in generale di fare qualsiasi cosa. Andavo incontro al mio destino con il tipico coraggio felino del tutto è perduto fuorché l’onore. Sicuramente mi avrebbero mangiato.
Insomma, me ne stavo sul fondo della scatola, con l’umana che ogni tanto la apriva e cercava di accarezzarmi, blandendomi con la vocina dolce che gli umani usano per evitare di farsi ridurre a brandelli.