Rincari telefonici: c’è un po’ di Grecia in ognuno di noi

Piccolo disclaimer: non intendo parlare della crisi greca, perché non ho studiato economia, non ne so una cippa e ripeterei a pappagallo quello che ho letto in giro.
Una certezza però ce l’ho: illustri economisti dicevano che il SI’ era l’unico modo che la Grecia aveva per salvarsi. Altri illustri economisti erano convinti che il NO fosse l’unico modo che aveva la Grecia per salvarsi. Se illustri economisti possono esprimere, motivandole, idee totalmente opposte, mi sento di escludere che il greco medio sappesse a cosa andava incontro votando.

Eppure ha votato. E ha votato così perché si era rotto i cogl**** della Germania, della Merkel e di dover dare soldi che non aveva. Non so, e non lo sanno nemmeno gli illustri economisti, se la Grecia abbia fatto bene o male. Il punto fermo, qui, sono solo i coglio** frantumati da chi ti prende per il ****.

Io (e comunque anche voi), sono costantemente presa per il cu**.

Allarme migranti e malattie. Moriremo tutti?

Ci tengo a precisare che non è mia intenzione aprire un dibattito sul problema dell’immigrazione: non conosco i fatti in prima persona e quindi non posso esprimermi. Questo post prende in esame una sola componente: quella delle malattie.

Essendo ipocondriaca, mi sembra di essere la persona più adatta per affrontare il tema. Qualora pensiate che l’ipocondria non basti ad essere informati (oh ingenui 😛 ), sappiate che ho anche chiesto la consulenza di una mia ex compagna di scuola, specializzanda in igiene.
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Che aspettate? Ipocondriaci e non, leggete oltre!

Shopping night a Padova: dovevo puntare più in alto!

Da qualche giorno su Real Time sta andando in onda la pubblicità della puntata di Shopping Night di Padova. So che deluderò profondamente i miei fan, ma mi tocca: non mi hanno preso. Del resto, come vi avevo detto in questo post, nemmeno io mi sarei presa, per il casting che ho fatto.

Del resto (anche se non lo sapevo) ero a un picco di Hashimoto, e dal mio colorito si poteva anche intuire. Però considero quella giornata ugualmente molto positiva, per una serie di motivi.
Intanto il mio narcisismo è stato rimpinguato dalle inquadrature dedicate

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Nuova collezione Benetton: ecco cosa mi piace!

Come vi dicevo questa mattina, la collezione P/E di Benetton ha superato se stessa. Da una parte ci sono i soliti maglioncini e polo che vengono fuori quasi ogni anno (ma ogni anno senti quel bisogno viscerale di comprartene 5 o 6!), dall’altra ci sono i colori pastello di abiti impalpabili che mi fanno sciogliere (e il catalogo ambientato a Roma la trovo una geniale idea di marketing, visto che ogni ragazza che si rispetti si identifica un po’ nella Audrey di Vacanze romane). Non posso fare un elenco esaustivo di tutto quello che vorrei comprarmi, ma volevo comunque regalarvi delle ispirazioni tratte dai cataloghi.
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Shopping da Benetton, una premessa

Oggi volevo continuare la serie iniziata con il post di H&M e che prende in esame la merce che si trova nelle varie catene, con un occhio alla collezione corrente.

Anche con Benetton ho un rapporto di amore/odio (forse ce l’ho con tutti i negozi, visto che non essendo una fashion blogger considero lo shopping croce e delizia del mio tempo libero). Ammetto che, in generale, io compro pochissimo da Benetton.
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H&M e il Truman Show

Come vi accennavo qui, mi piacerebbe parlare delle nuove collezioni di alcune catene low cost. Voglio cominciare da H&M, anche se non è una delle mie preferite, fosse anche solo perchè quando faccio la fila per i camerini mi sento una nonnetta, vista l’età media. Ma questo non è il solo motivo per cui con H&M ho un rapporto di amore e odio.
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Cari Umani, attenti a voi!

Si stava preparando qualcosa, lo sapevo bene. Gli umani credono che noi non capiamo quello che dicono, ma non sanno che la maggior parte delle volte siamo semplicemente disinteressati, presi a ragionare su cose molto più importanti. Però poi c’è sempre quel particolare che ti fa rizzare le vibrisse perché capisci che è qualcosa che ti riguarda da vicino, e che è meglio che tu sappia, e a quel punto è un guaio, perché ti perdi i primi pezzi del discorso e fai fatica a riprendere il filo. Ma ora vi spiego.
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Ma come ti vesti?!?!

A 17 anni ai miei non ho chiesto un regalo materiale (mi arrivò lo stesso una collana di perle “di famiglia”, tranquilli!). Ho chiesto solo di pagarmi una grande festa, di quelle tipo ballo di fine anno in America, con cena offerta e dress code, in un ristorante con sala da ballo e dj. Volevo, in sostanza, ricambiare a un paio di amiche il favore di avermi fatto sfoggiare dei vestiti da sera che altrimenti mai avrei messo.

È stata la festa più bella della mia vita, ma alcune cose non sono andate esattamente al meglio. Non vi racconterò della rissa sfiorata (di cui tra l’altro non mi sono accorta e mi è stata raccontata a posteriori), perché non ho mai avuto entrambe le versioni dei fatti.

Bradipogermofobi in un un mondo difficile

Devo farvi una piccola confessione: io non sono ipocondriaca.
Non sono una che non si fida dei medici e che ogni volta che sente parlare di una malattia se la sente anche addosso.
Se però vi può consolare, il 70% delle persone mi definisce ipocondriaca. No, non è che lo sono e non lo ammetto, è che loro per “ipocondriaca” intendono quello che sono davvero e cioè “germofoba”. Che è un’altra cosa, ma il termine non è così conosciuto (e poi “bradipogermofoba” non suonava altrettanto bene).
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Meno due a San Valentino. Possiamo ancora farcela.

Perché io sono come il mio gatto. Fingo granitico cinismo, ma sotto sotto sono dolciastra come una mela cotta. Siccome fa molto trendy, non posso fare a meno di scagliarmi contro San Valentino, ogni anno, fidanzata o no. Perché è una festa commerciale bla bla bla (a differenza del Natale: in comune ci sono solo le renne), perché ci si ama tutto l’anno, ma soprattutto perché i cioccolatini fanno ingrassare.
Per cui passo il mese precedente a dire alla Bestiola che noi no, non festeggeremo san Valentino, per i motivi succitati. Per poi, annualmente, rimangiarmi tutto pochi giorni prima, di modo che il povero malcapitato, che pensava di essersi svangato l’incombenza, deve invece organizzare tutto all’ultimo.
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Discorso bradipesco di fine anno

Corre voce che oggi io debba fare il bilancio del 2014. Devo proprio? Sì?
Vabbè. Questo è l’anno che per me è cominciato peggio in tutta la storia del mondo. Anche peggio dell’anno prima, che è partito con un’influenza intestinale che non se ne voleva andare al punto che hanno cominciato a chiedermi se ero incinta. Solo che il 2013 è subito migliorato, ed è stato un anno bellissimo (ho fatto una foto con Montella!), mentre il 2014 è proseguito su e giù per reparti di neurologia di due città diverse con dei pazzi che non capivi se erano pazienti o medici. No, scherzi a parte, ho avuto la fortuna di trovare dei medici davvero umani, e da quello che mi raccontano non è cosa da poco.