Shopping da Benetton, una premessa

Oggi volevo continuare la serie iniziata con il post di H&M e che prende in esame la merce che si trova nelle varie catene, con un occhio alla collezione corrente.

Anche con Benetton ho un rapporto di amore/odio (forse ce l’ho con tutti i negozi, visto che non essendo una fashion blogger considero lo shopping croce e delizia del mio tempo libero). Ammetto che, in generale, io compro pochissimo da Benetton.
Benetton

I plop di aprile 2015, prodotti che #ancheno

Torna finalmente la mia rubrica sui top e plop mese per mese, cioè quei prodotti che sicuramente non ricomprerò. Sia chiaro: spesso non sono di qualità infima (cerco di non comprarli proprio i prodotti di qualità infima!), ma quantomeno su di me fanno l’effetto che fa la Juve quando vince lo scudetto (anche quello inteso su di me). Cioè, circa, questo.mamma-ho-perso-laereoSe volete scoprire quali sono i miei prodotti plop, le più grandi delusioni del mese, quelle che mi fanno rimpiangere tutti i miei preziosi eurucci ora nelle casse della profumeria, proseguite la lettura!

H&M e il Truman Show

Come vi accennavo qui, mi piacerebbe parlare delle nuove collezioni di alcune catene low cost. Voglio cominciare da H&M, anche se non è una delle mie preferite, fosse anche solo perchè quando faccio la fila per i camerini mi sento una nonnetta, vista l’età media. Ma questo non è il solo motivo per cui con H&M ho un rapporto di amore e odio.
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Cari Umani, attenti a voi!

Si stava preparando qualcosa, lo sapevo bene. Gli umani credono che noi non capiamo quello che dicono, ma non sanno che la maggior parte delle volte siamo semplicemente disinteressati, presi a ragionare su cose molto più importanti. Però poi c’è sempre quel particolare che ti fa rizzare le vibrisse perché capisci che è qualcosa che ti riguarda da vicino, e che è meglio che tu sappia, e a quel punto è un guaio, perché ti perdi i primi pezzi del discorso e fai fatica a riprendere il filo. Ma ora vi spiego.
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Ma come ti vesti?!?!

A 17 anni ai miei non ho chiesto un regalo materiale (mi arrivò lo stesso una collana di perle “di famiglia”, tranquilli!). Ho chiesto solo di pagarmi una grande festa, di quelle tipo ballo di fine anno in America, con cena offerta e dress code, in un ristorante con sala da ballo e dj. Volevo, in sostanza, ricambiare a un paio di amiche il favore di avermi fatto sfoggiare dei vestiti da sera che altrimenti mai avrei messo.

È stata la festa più bella della mia vita, ma alcune cose non sono andate esattamente al meglio. Non vi racconterò della rissa sfiorata (di cui tra l’altro non mi sono accorta e mi è stata raccontata a posteriori), perché non ho mai avuto entrambe le versioni dei fatti.

Bradipogermofobi in un un mondo difficile

Devo farvi una piccola confessione: io non sono ipocondriaca.
Non sono una che non si fida dei medici e che ogni volta che sente parlare di una malattia se la sente anche addosso.
Se però vi può consolare, il 70% delle persone mi definisce ipocondriaca. No, non è che lo sono e non lo ammetto, è che loro per “ipocondriaca” intendono quello che sono davvero e cioè “germofoba”. Che è un’altra cosa, ma il termine non è così conosciuto (e poi “bradipogermofoba” non suonava altrettanto bene).
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Meno due a San Valentino. Possiamo ancora farcela.

Perché io sono come il mio gatto. Fingo granitico cinismo, ma sotto sotto sono dolciastra come una mela cotta. Siccome fa molto trendy, non posso fare a meno di scagliarmi contro San Valentino, ogni anno, fidanzata o no. Perché è una festa commerciale bla bla bla (a differenza del Natale: in comune ci sono solo le renne), perché ci si ama tutto l’anno, ma soprattutto perché i cioccolatini fanno ingrassare.
Per cui passo il mese precedente a dire alla Bestiola che noi no, non festeggeremo san Valentino, per i motivi succitati. Per poi, annualmente, rimangiarmi tutto pochi giorni prima, di modo che il povero malcapitato, che pensava di essersi svangato l’incombenza, deve invece organizzare tutto all’ultimo.
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Discorso bradipesco di fine anno

Corre voce che oggi io debba fare il bilancio del 2014. Devo proprio? Sì?
Vabbè. Questo è l’anno che per me è cominciato peggio in tutta la storia del mondo. Anche peggio dell’anno prima, che è partito con un’influenza intestinale che non se ne voleva andare al punto che hanno cominciato a chiedermi se ero incinta. Solo che il 2013 è subito migliorato, ed è stato un anno bellissimo (ho fatto una foto con Montella!), mentre il 2014 è proseguito su e giù per reparti di neurologia di due città diverse con dei pazzi che non capivi se erano pazienti o medici. No, scherzi a parte, ho avuto la fortuna di trovare dei medici davvero umani, e da quello che mi raccontano non è cosa da poco.

Incubo regali, consigli per bradipi

Ecco, un altro motivo per cui non posso fare la blogger seria sono i regali di Natale. Su tutti i blog “seri”, quelli che hanno milioni di seguaci, è pieno di consigli sui regali da fare. Se devo essere sincera, non ho mai trovato qualcosa di soddisfacente, ma questo solo perché io ho dei potenti complessi di inferiorità nei confronti dei regali di Natale. Oggi, 18 dicembre, io ho comprato due regali, e la materia prima per altri due. Destinati tra l’altro a persone che quasi certamente non vedrò prima del 25. Perché oltre ai complessi che mi perseguitano non so nemmeno stabilire delle priorità.