Bradipi e Halloween: quando hai un problema di stress

Ho sempre adorato Halloween. Lo festeggio da quando avevo otto anni, perché la mia maestra di inglese si profondeva in molteplici sforzi per organizzare una festa che durasse l’intero pomeriggio. Ancora ricordo lo scialle a uncinetto di mia madre che usavo per il travestimento. “Mamma, quello è perfetto per fare la strega!” Io ero entusiasta, ma lei non la prendeva bene.
Un’altra “cosa” che adoro sono i bimbi dei vicini. Avete presente quei bambini musoni e maleducati che urlano per le scale e manco ti salutano (cioè il 90% degli infanti)? Beh, loro sono l’esatto opposto. Quando ti vedono ti sorridono e metterebbero allegria anche prima del caffè.

Per questo ad Halloween io dalle cinque del pomeriggio entro in fibrillazione.

night-1460872_1280Ricordo ancora il primo anno in cui mi sono trasferita qui. Non avevo minimamente considerato il “dolcetto scherzetto”, a casa mia i dolci non entrano, e quindi quando loro hanno suonato il campanello io colpevolmente ho fatto la gnorri. Non-sono-in-casa-e-anche-se-ci-fossi-i-dolci-fanno-male-e-comunque-Haloween-è-una-festa-pagana.

Bradipi e Maledizione di Montezuma

Estate, tempo di vacanze. La gente finalmente può staccare dallo stress lavorativo, viaggia, si diverte e infarcisce il profilo Instagram.
Mentre io, da bradipocondriaca quale sono, mi ansio. Ora, non dovete pensare che non mi piaccia vedere cose nuove, anzi. Di carattere sono molto curiosa, e la mia ultima vacanza in Liguria ha fruttato un articolo su Genova e uno sulla Riviera del Levante.

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C’è un solo problema: non hanno ancora inventato il teletrasporto.
Perché vedere nuove cose vuol dire fare uno sforzo fisico, e questo, da bradipo, va contro il mio statuto. Per non parlare delle malattie, perché quando viaggi non puoi esimerti dalla frequentazione di terrorizzanti bagni pubblici e dall’ingestione di cibi difficilmente controllabili.

Se vuoi piacere a tutti… Muori!

Ultimamente ho pubblicato su fb la foto di un outfit che ho realizzato per andare a un battesimo
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Ovviamente nessuno mi ha obbligato a vestirmi così e quindi, avendo scelto accuratamente ogni capo, l’outfit nel suo complesso mi piaceva molto, e anche se so che i colori sono molto decisi mi sono sentita a mio agio tutta la giornata.
Sotto la foto si è sviluppato un autentico dibattito, in particolare sulle calze.

Man Jungle e gli uomini da evitare: il Delfino Audace

Proseguendo la galleria di mostruosità cominciata con il Coniglio relazionale, per quanto riguarda gli uomini da evitare proseguirei con un’altra pericolosa bestiola, apparentemente innocua: il Delfino Audace.
Belli i delfini, vero? Flipper è rimasto nell’immaginario di tutte noi, assieme a Dreams dei Cranberries che gli faceva da colonna sonora.
Se pensiamo a un animale pornografo, ci viene in mente il maiale. Eppure l’immaginario collettivo è fallace: è vero che i maiali possono avere orgasmi di 30 minuti, ma il vero maniaco del regno animale è proprio il tenero delfino.
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Man Jungle e gli uomini da evitare: il coniglio relazionale

Come sapete millanto zitellaggio impenitente. Molti dei miei amici dicono che sono incontentabile, e magari è vero. Però, per esperienze dirette passate e indirette numerosissime, secondo me è meglio girare al largo da una certa tipologia di uomini: la buona notizia è che li puoi riconoscere dai primi appuntamenti, quella cattiva che sono la maggior parte. Quindi fatti una provvista di amiche/libri/serie televisive, per le serate che, inevitabilmente, ti toccherà passare in solitudine, con la consapevolezza però che non ti troverai con il cuore spezzato per qualcuno per cui non ne vale la pena.
Comincio quindi una mini-lista degli uomini da cui fuggire a gambe levate: oggi tocca al Coniglio relazionale
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Il bug succhiamemoria di Whatsapp e quello che penso di Mark

Senti, carissimo Mark.
Sono abbastanza arrabbiata con te. E lo puoi capire facilmente dai punti fermi che semino in questo post. Ho capito che ho svelato i tuoi altarini spiegando dettagliatamente perché whatsapp era diventato gratuito. Ma ti pare proprio il caso di creare un bug che riempie ad minchiam la memoria dell’iphone solo perché sai benissimo che io ho l’iphone? Mark, sei proprio un bambino. Avresti dovuto affrontarmi da uomo, e invece, come tutti i maschietti pusillanimi della tua risma, sei stato inutilmente vendicativo e, diciamocelo, anche un po’ str****whatsapp-892926_640

Facebook e i cinque pulsanti di cui sentiamo ancora la mancanza

Molti si sono accorti dei nuovi pulsanti di Facebook.
reazioni-facebook-okSe l’attesissimo “unlike” non è arrivato (ma si sapeva…), adesso si potranno esprimere vari sentimenti e il web si è già scatenato con parodie varie.

12718223_10156482087845262_1701936119947916393_n(Questa è della pagina fb In nome del pop italiano)

Eppure secondo me il buon Zuckerberg sta ancora limitando le nostre infinite possibilità espressive, e ci sono dei pulsanti a cui avrebbe dovuto pensare: vediamoli insieme!

Man Jungle: il tronco avvoltoio

Che cos’è il tronco? Fabio Genovesi lo spiega perfettamente nell’ultimo numero di Glamour. Ci sono donne che per i più svariati motivi si sentono abbandonate. Lottano contro le onde cercando di sopravvivere in un mare di lacrime, in seguito al naufragio della loro ultima relazione. E, ad un certo punto, eccolo lì: il tronco. Ok, non sarà il soccorso navale, ma nell’attesa ti aiuta a tenerti a galla. Genovesi invita a tenersi alla larga da simili individui, perché non sono candidati a una relazione sana ma, per l’appunto, tronchi. E, a dirla tutta, non ti piacciono davvero così tanto.

Tutto vero, tutto vero. Solo che si vede che Genovesi è un uomo, perché io, da donna, per questi individui ho un altro termine: non sono tronchi, ma avvoltoi. E così riprendo la mia rubrica, che per ora era costituita di un solo post, Man Jungle.

Ladies and Gentleman ecco a voi, in tutta la sua bellezza

L’avvoltoio
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Tram Padova: quello che non devi fare

State leggendo il blog di una che prende il tram praticamente da quando esiste, tutti i giorni. Se dovessi lamentarmi dei malfunzionamenti e del servizio sostitutivo credo che scrivendo mi ritroverei ottantenne in un ospizio. Quello che volevo fare oggi, invece, era fornire qualche indicazione per usare il tram in modo da non appesantire il vostro karma con le maledizioni degli altri utenti.
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Vi fornirò quindi una pratica scheda dal titolo: NON FATE ASSOLUTAMENTE QUANTO È SCRITTO.

L’amore ed Excel: come (non) trovare l’uomo ideale

Ok, al posto di un pesantissimo post sui miei inesistenti buoni propositi per il 2016, ho deciso di ammorbarvi con delle considerazioni sull’amore e sul mio matematico modo di scegliermi gli uomini. Se siete curiosi di capire come mai una che ha totalizzato una sola insufficienza nella vita esattamente in matematica abbia deciso di affidare proprio a lei decisioni che più comunemente afferiscono all’irrazionale universo dei moti dell’anima, o se semplicemente volete farvi un po’ i cazzi miei, proseguite pure.
Una volta, tanti tanti anni fa (almeno cinque), avevo creato un infallibile file excel per trovare l’uomo perfetto.
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Quando dici no a un alieno

Gli uomini sono delle creature semplici e meravigliose. Non si fanno i drammi esistenziali che si fa una donna dopo un rifiuto. La maggior parte di loro, quando li rifiuti, si comporta in due semplici e prevedibilissimi modi:

1. Diventa tuo amico, magari nella speranza che, galeotto il bicchiere di troppo, un giorno coronerà il suo sogno d’amore di sesso. Oppure gli stai simpatica davvero e non ci sputa sopra ad averti come amica. Ammetto che la maggior parte delle mie amicizie maschili sono nate così.
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