Libri e minimalismo sono due concetti difficili da far andare d’accordo, almeno per me. Quando facevo il servizio civile ed ero in bolletta, non mi pesava non avere l’ultima palette occhi uscita da Sephora, me la cavavo benissimo con due rossetti e un po’ di mascara, e di vestiti nuovi manco a parlarne (anche se, non so come [forse così], mi sono trovata l’armadio pieno di vestiti, ho sempre trovato più comodo averne pochi ma buoni). Quello che mi pesava, però, era non poter leggere gli ultimi libri thriller usciti, che allora, in brossura, costavano circa 15 euro. Ci stavo veramente male, ricordo che quell’anno per il compleanno e Natale ho chiesto solo buoni Feltrinelli! Ora che costano quasi 20 euro me li posso permettere, ma chissà come hanno smesso di darmi gioia.

Libri e minimalismo: qual è il mio problema?

Il primo e più banale è lo spazio. E no, non parlarmi di biblioteche ed ebook: i libri vanno posseduti. Non voglio prediche in questo senso, perché ci ho pensato molto, sia per il problema ambientale sia per lo spazio, e ho concluso che per me non è trattabile: se leggo un libro voglio possederlo. Purtroppo vivo in una casa piccolina, e dopo aver occupato tutti gli scaffali disponibili, averne aggiunti altri, aver piazzato strategicamente i libri sopra il mobile della cucina (ah, non era fatto apposta??) ho dovuto affrontare la realtà: a un certo punto non ci sarà più spazio.

Quali libri leggere e perché

Questo secondo problema è strettamente legato a ciò che spinge ognuno di noi a leggere, e a leggere determinati libri. Fino all’università compresa, ho letto libri parecchio impegnati, saggi di filosofia, romanzi strong. Da quando ho cominciato a lavorare, per me la lettura ha cominciato a dividersi in due: da una parte c’erano i libri su comunicazione online e personal branding che leggo per lavoro, dall’altra narrativa di evasione, quella che negli ambienti intellettuali viene trattata con un perenne sopracciglio alzato, che sembra che tu abbia una paresi e invece mi stai solo giudicando.
Leggo principalmente thriller. Mi piacciono, mi coinvolgono, mi rilassano. Non vedo per quale motivo dovrei fare diversamente e no, l’affetto per i muscoli facciali dei detrattori della narrativa di intrattenimento non è un buon deterrente, anzi.

libri e minimalismo

Libri e minimalismo: quando la memoria ci mette lo zampino

Il buon deterrente diventa invece la mia memoria, unita a delle trame sempre più simili. Lo so, è il mercato, e un po’ ci metto del mio, a leggere sempre libri dello stesso genere e degli stessi 2/3 editori a ruota. Di fatto mi sono accorta che dopo un paio d’anni di questi libri ricordo poco o niente: di fatto li sto consumando, e questo va decisamente contro i principi del bradimalismo, che prevede che ciò che compri vada amato e apprezzato come merita.

Propositi bradipi per l’anno nuovo

Come si suol dire: il primo passo è accorgersi che c’è un problema. Fantastico, e molto riposante in chiave bradipa, ci sono voluti solo un paio d’anni. Il secondo passo è trovare una soluzione. Lì sono ancora in alto mare. Da una parte avevo deciso di comprare solo thriller in edizione economica, a meno che, dopo tre anni, non fossero ancora solo in brossura. Questa mi sembra ancora un’ottima idea: se proprio devo spendere solo per consumare, almeno vediamo di spendere poco. Ok, le foto per Instagram verranno meno bene, ma è una buona soluzione per tamponare il problema.

Peccato che non avevo fatto i conti con le carte regalo Feltrinelli, nemiche giurate del minimalismo. In pratica, ogni 50 euro di spesa te ne regalavano 10. Geni del marketing. Per avere 20 euro in omaggio ne ho spesi  115 tra libri e cd (spenderne 50 esatti alla volta si è rivelato impossibile) e ho anche sforato di 7 euro con le due carte regalo. Poi c’è stato un giorno di saldi, con libri che arrivavano al 70% di sconto. Per fortuna il sito della Feltrinelli non ha preso il codice sconto che avevo, altrimenti avrei comprato altri 6 libri. Ne ho presi solo tre, cioè quelli che, il giorno dopo, erano ancora al 25%. Insomma, tra dicembre e gennaio ho comprato 9 libri. Non serve che ti dica quanto questo si allontani da ciò che mi ero proposta dopo le mie riflessioni su libri e minimalismo (ah, a parte Il racconto dell’ancella e I testamenti di Margaret Atwood, tutti i libri che ho comprato sono thriller).

Libri e minimalismo: come aggiusto il tiro?

Il bradimalismo prevede anche una certa dose di auto indulgenza, ed è anche per quello che mi piace. Intanto c’è da dire che tutti i libri che ho comprato negli ultimi 6 anni li ho letti. Leggerò anche questi, di sicuro, e cercherò di imprimermeli nella mente. L’altra cosa buona che ho fatto è stata rispettare il limite di spesa annuale che mi ero data. Certo, le collaborazioni con Nord e Longanesi hanno aiutato, e in chiave economica lo hanno fatto anche le promozioni, ma penso che io debba comunque dirmi brava! Il prossimo passo, quindi, sarà darmi un limite al numero di thriller annuali che leggerò: in teoria dovrebbe aiutarmi a scegliere quelli che mi ispirano di più, perché la selezione è nemica del consumo.

Tra sei mesi ti farò sapere come va, nel frattempo ti va di raccontarmi come vivi la lettura? Sei una divoratrice di thriller come me o riesci a viaggiare sul filo del “pochi ma buoni”? In ogni caso iscriviti alla newsletter se vuoi ricevere mie notizie e gli aggiornamenti del blog, ci vediamo lì!

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