Viva il romanticismo a San Valentino… o no?

A febbraio il romanticismo vola, fino a raggiungere il culmine il giorno di San Valentino. In ogni angolo cioccolatini e biancheria a tema sono in agguato, il cinema è sempre sul pezzo con storie strappalacrime e i venditori a provvigione di tutte le gioiellerie del globo prenotano una vacanza alle Canarie (tranne i gioiellieri delle Canarie che vanno a vedersi l’Aurora Boreale). Le coppie, volenti o nolenti, sono sul chi va là, ma molti non sanno che dietro l’angolo c’è il rischio di interpretare male quelli che si sono cementati nel tempo come i cliché del romanticismo a San Valentino come per tutto il resto dell’anno.

Una santo meritevole?

Per cominciare, già la festività di per sé nasconde un segreto: Valentino, morto in nome della fede, si divide il posto sul calendario con i santi Cirillo e Metodio, due fratelli che nel IX secolo si sono presi la briga di evangelizzare Pannonia, Moldavia e altri paesi slavi (da Cirillo prende il nome niente di meno che l’alfabeto cirillico). Ma la vita è crudele, e non sempre vengono premiati i più meritevoli, che devono sgomitare con Valentino che si è “solo” fatto uccidere. Per riscattare la loro memoria, è bene fare luce su alcuni aspetti che siamo soliti considerare molto romantici e da cui invece sarebbe meglio fuggire a gambe levate.

Il romanticismo di Romeo e Giulietta

Partiamo dal classico dei classici: Romeo e Giulietta. Si può anche sorvolare sul fatto che sia una tragedia dove muore un sacco di gente, tra cui i due protagonisti per colpa di un disguido postale (questo, a ben vedere, potrebbe essere molto attuale, tra le Poste di cui non ci si può mai fidare a whatsapp che quando non crasha si cura di avvisarti se il tuo amore sta deliberatamente ignorando i tuoi messaggi pur essendo online).
Ma vogliamo parlare del fatto che i due amanti, che per inciso avevano 16 e 17 anni, si conoscevano da tre giorni? Certo, l’amore è cieco, non ha età e quindi probabilmente nemmeno un timer, ma forse i due avrebbero dovuto andarci un po’ più cauti. E se il fatto che Giulietta fosse già quasi fidanzata in casa non avrebbe potuto fermare un animo ardente come quello di Romeo, bisogna considerare che il giovane innamorato in realtà era andato alla festa dove avrebbe conosciuto Giulietta per incontrare la donna che amava solo cinque minuti prima, una certa Rosalina. Giulietta era dunque un ripiego, e chissà se alla festa successiva Romeo non avrebbe trovato un’altra donzella con cui convolare a più felici nozze.

romanticismo a San Valentino

Il romanticismo a San Valentino: non si salvano danza e musica

Spostandosi nel mondo della danza, abbiamo la bachata, un ballo originario della Repubblica Dominicana. L’unione di due corpi in un’anima sola, la quintessenza della sintonia tra uomo e donna e chi più ne ha più ne metta. Alcune, addirittura, accettano di ballarlo solo con il proprio compagno nella vita, perché durante la danza la gamba dell’uomo si incastra tra quelle della donna. Chi non invidierebbe l’amico che balla una bachata con la più carina del gruppo? Forse però chi rimarrà seduto in un angolo potrà consolarsi ascoltando più attentamente i testi dell’apparentemente romanticissima colonna sonora. I drammi sono i più vari e si possono trovare uomini già sposati che si struggono per la donna di un altro, si può essere semplicemente friendzonati “tal parece que mi amor crece y crece pero tú desvaneces y me ofreces tu amistad sin otra excepción” (“sembra che il mio amore cresca a dismisura, ma tu sparisci e mi offri la tua amicizia senza nessun’altra opzione” da Odio di Romeo Santos e Drake) o si può seppellire la propria autostima sotto un fiume di lacrime “sin ti me he convertido en un bufón el payaso del salón” (“senza di te sono diventato un buffone, lo scemo del villaggio” da Hilito sempre di Romeo Santos) o si può arrivare all’amara constatazione della verità (quello che avrebbero dovuto fare anche Romeo e Giulietta) nel ritornello della famosa Obsesion degli Aventura “no no es amor lo que tu sientes se llama obsession una ilusion en tu pensamiento que te hace hacer cosas asi’ funciona el corazon” (“no non è amore, quello che senti si chiama ossessione: una illusione nei tuoi pensieri che ti fa fare delle cose, così funziona il cuore”). E anche il fatturato degli strizzacervelli che campano anche sul mancato romanticismo a San Valentino.

 

L’apoteosi al cinema (perdonami)

Per finire, in questa carrellata di romanticismo a San Valentino, non possiamo dimenticare Titanic. Chi non si è emozionato per la storia infelice ed eterna tra Jack e Rose? La loro relazione però è durata circa quattro giorni, e non si può non sorridere pensando alla sagacia di Rose, ben più scafata dell’eroina shakespeariana: come dimostrato empiricamente nel programma Mythbusters (e come ammesso persino da Kate Winslet), sulla tavola di legno in mezzo al mare potevano starci comodamente entrambi (e potevano anche giocare a carte aspettando i soccorsi), ma vuoi mettere potersi vantare con le amiche di un amore del genere, quando poi ti sei furbescamente tenuta il Cuore dell’Oceano e ti sei sposata con un altro tizio, magari meno affascinante di Leonardo Di Caprio ma perlomeno vivo?

Ecco, alla luce di tutto questo, puoi biasimarmi se il mio ideale di romanticismo a San Valentino è squartare un peluche in un luogo romantico? Poi finisco all’epica cena dei single, ma sono dettagli! Se ne vuoi scoprire altri, iscriviti alla newsletter Bradipa!

 

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