La Moretti, le sue zinne, e i miei film mentali

È un bel pomeriggio di luglio, io e Prandy stiamo inveendo senza energia contro Caronte e ZAC: a darmi il colpo di grazia arriva questa intervista alla nostra Alessandra Moretti. A parte che invidio tantissimo Angela Sannai, che ha raccolto quest’ennesima gaffe. A parte che il sottotesto, anche abbastanza esplicito, della Moretti suonava più o meno come un: “Eh, vedi mo’ che se tiravo fuori le zinne magari vincevamo!”, con buona pace delle femministe di cui parlavo qui. A parte che a me la Moretti non è mai stata particolarmente simpatica.

A parte tutto ciò, non volevo parlare di lei, ma della campagna elettorale che le hanno fatto e di un mio film mentale in proposito (no, niente zinne, ma spero sia più divertente di un soft-porn).

Intervista a Capomicio di Progetto Kitten

Sono tornato. Non è stato un bel periodo, perché come sapete ho dovuto far fronte al crudele Umano Invasore. Alla fine ho capito che per vincere la competizione con lui dovevo entrare più in sintonia con l’Umana, e così ho fatto. Sono partito dal suo lavoro, una cosa che la prende molto. Ho voluto provare a vedere cosa si prova, e ho quindi deciso di cimentarmi anche io in un’intervista. Naturalmente sono partito dai vertici, al punto che mi sono stufato, perché dopo questa intervista potrei solo scendere in picchiata. Non credo che ne farò altre. Ma questa è destinata ad entrare negli annali. Perché io ho intervistato CapoMicio, la mente che sta dietro Progetto Kitten. Se non sapete cos’è Progetto Kitten, googlatelo. Oppure, siccome sono buono, vi lascio anche un articolo di Wired dove lo spiegano. In sintesi: CapoMicio è al comando di un movimento pacifico che inonda di pucciosità le bacheche Facebook delle persone che si arrabbiano troppo (“pucciosity is the way”, no ruspes please).

Wired ne ha parlato, però CapoMicio l’ho intervistato solo io. Siete curiosi? Volete sapere cosa mi ha risposto? Leggete oltre! Io posso solo dirvi che da questa intervista ho imparato che il rapporto con la mia Umana deve fare un ulteriore upgrade, altrimenti non potrò puntare all’eterna gloria che mi merito.

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Rincari telefonici: c’è un po’ di Grecia in ognuno di noi

Piccolo disclaimer: non intendo parlare della crisi greca, perché non ho studiato economia, non ne so una cippa e ripeterei a pappagallo quello che ho letto in giro.
Una certezza però ce l’ho: illustri economisti dicevano che il SI’ era l’unico modo che la Grecia aveva per salvarsi. Altri illustri economisti erano convinti che il NO fosse l’unico modo che aveva la Grecia per salvarsi. Se illustri economisti possono esprimere, motivandole, idee totalmente opposte, mi sento di escludere che il greco medio sappesse a cosa andava incontro votando.

Eppure ha votato. E ha votato così perché si era rotto i cogl**** della Germania, della Merkel e di dover dare soldi che non aveva. Non so, e non lo sanno nemmeno gli illustri economisti, se la Grecia abbia fatto bene o male. Il punto fermo, qui, sono solo i coglio** frantumati da chi ti prende per il ****.

Io (e comunque anche voi), sono costantemente presa per il cu**.

Allarme migranti e malattie. Moriremo tutti?

Ci tengo a precisare che non è mia intenzione aprire un dibattito sul problema dell’immigrazione: non conosco i fatti in prima persona e quindi non posso esprimermi. Questo post prende in esame una sola componente: quella delle malattie.

Essendo ipocondriaca, mi sembra di essere la persona più adatta per affrontare il tema. Qualora pensiate che l’ipocondria non basti ad essere informati (oh ingenui 😛 ), sappiate che ho anche chiesto la consulenza di una mia ex compagna di scuola, specializzanda in igiene.
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Che aspettate? Ipocondriaci e non, leggete oltre!

Shopping night a Padova: dovevo puntare più in alto!

Da qualche giorno su Real Time sta andando in onda la pubblicità della puntata di Shopping Night di Padova. So che deluderò profondamente i miei fan, ma mi tocca: non mi hanno preso. Del resto, come vi avevo detto in questo post, nemmeno io mi sarei presa, per il casting che ho fatto.

Del resto (anche se non lo sapevo) ero a un picco di Hashimoto, e dal mio colorito si poteva anche intuire. Però considero quella giornata ugualmente molto positiva, per una serie di motivi.
Intanto il mio narcisismo è stato rimpinguato dalle inquadrature dedicate

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