Il Natale per un’ipocondriaca grinchesca

E ogni sacrosanto dicembre si pone il dilemma: mi lascio andare alla mia natura di Grinch o mi faccio trasportare dal panico ossessivo da regalo, dalla bolgia che ogni sacrosanto giorno affolla le luminose vie del centro camminando a ritmo mucca zoppa perché nemmeno loro sanno che pesci prendere con i regali di Natale?

il mio bradipesco sogno è che i miei amici e parenti compilassero diligentemente una lista desideri dai 2 ai 20 euro per facilitarmi le cose. Tanto quello che mi diverte di più relativamente ai regali è impacchettarli. Oltre a questo, lo shopping natalizio è il regno dei batteri. Per loro il rinfresco di Natale, il pranzo luculliano, la scorpacciata senza domani, arrivano prima. Tanta gente chiusa in luoghi con un riscaldamento a palla che crea l’ambiente pluviale ideale per il proliferare di virus di influenza e via dicendo.

Violenza sulle donne: il rischio di esagerare

Ok, sono tornata. Scusate, ma avevo un male incurabile (raffreddore) che mi ha lasciato ancora strascichi.

Torno oggi perché è la giornata contro la violenza sulle donne. E vi avviso che sto per scrivere qualcosa di molto impopolare, basti pensare che ne abbiamo parlato al lavoro e non ne ho trovato uno d’accordo con me. Neanche tra i maschi. Ma siccome sono sicura di quello che dico, questa riflessione è destinata a trovare spazio sul mio blog.

Disgusto e raccapriccio – Gli amici si scoprono quando sei al pronto soccorso

Ragazzi, questo è un post-sfogo da bimbaminkia. Me ne pentirò due secondi dopo aver premuto il “pubblica”, ma per l’esimia coerenza che mi contraddistingue non lo cancellerò.

Avevo un amico. Uno di quelli per cui avrei fatto di tutto. Uno dei pochi che non ci ha mai provato con me, uno con cui mi divertivo e ridevo tantissimo. (Anna, non ti devi arrabbiare, il neurologo non vuole).

Non sono una fashion blogger, ma faccio i casting per shopping night!

Cari bradipini e bradipine,
mi costa immensamente scrivere questo post. Ho mal di gola. Freddissimo. Qualche starnuto. E ben 37.1 di febbre, più dolori ovunque. Il che, per me, equivale a stare per morire (sarò bradipocondriaca per qualcosa!). Però so che se non scrivo questo post stasera, non lo scrivo mai più, per cui apprezzate il tentativo e cominciamo.

Ebbene sì. Io guardo shopping night. E mi diverto a vedere il sadismo di quei due che si estrinseca contro le povere malcapitate concorrenti. E sì, in un momento di follia mi ero iscritta ai casting, secoli fa, tanto da dimenticarmi di averlo fatto. Così all’inizio, quando ho ricevuto la chiamata di Magnolia, pensavo fosse un mio amico che mi faceva lo scherzone di fine settembre.

Rimpianti bersaniani (no, la politica non c’entra!)

Oggi mi sono giocata l’occasione più ghiotta della storia. In confronto duedipiccare l’uomo che vantava il terzo posto nella mia hit parade estetica (nonché delle dimensioni stile Salerno-Reggio, scusate il francesismo) è un peccatuccio veniale. Questo invece rimarrà il più grande rimpianto della mia vita.

Allora, dovete sapere che avendo delle tette molto timide e poco restie ad esprimersi in tutto il loro splendore (leggi: sono imparentata con un surf) io sono solita andare in giro con scollature pochissimo discrete, perché tendo a trovare i vantaggi delle situazioni (in questo caso l’unico vantaggio è che posso permettermi scollature da red carpet per andare in ufficio senza che i colleghi mi fissino il davanzale tutto il giorno).