Moda cinese: un argomento che non manca mai di suscitare polemiche. I motivi sono i più vari: materiali scadenti, sfruttamento della manodopera, eventuale tossicità.
Senza la presunzione di dare lezioni a nessuno (ricordo che ognuno si veste come gli pare), volevo raccontarvi come affronto la questione.

Un tempo anche io guardavo alla qualità dei materiali. Compravo unicamente maglioni di cachemire, biancheria di seta e coperte in lana vergine. Ah, ehm, lavoravo e vivevo con i miei. Il che vuol dire che spendere 200 euro per un maglione era un investimento fattibile e auspicabile (devo dire che ha funzionato: a distanza di anni, i miei maglioni sono ancora perfetti!), mentre ora che vivo da sola la volta che riesco a mettere da parte 200 euro arriva il ginecologo che mi prescrive due ecografie e #ciaociaomaglione. Insomma, ho dovuto rinunciare a cachemire e seta per rimanere al passo col mio stesso stile.

Quindi la dritta è: se puoi permetterti cachemire e seta… Stai alla larga dalla moda cinese. Però a quel punto stai alla larga anche dalle grosse catene dove fa shopping chi come me si arrabatta con una partita iva e un gatto a carico.
Il grosso problema, infatti, è che mentre una volta comprare in quei negozi voleva dire quasi automaticamente comprare made in Italy, ora il processo produttivo è cambiato, e quando entri da H&M rischi di trovarti di fronte alla stessa qualità dei siti cinesi.

 

moda cinese

stupenda pochette comprata in Italia… e creata in Cina!

Giacchina comprada da Zara e fabbricata in Cina!

Il che non vuol dire che non devi comprare da H&M! L’importante è informarsi su come quei vestiti siano arrivati su quegli attaccapanni, se ti interessa (se non ti interessa, sarai probabilmente già utilizzatrice affezionata di siti cinesi).

Quando sto per comprare un vestito, mi chiedo sempre per quanto tempo voglio che mi faccia compagnia: tempo fa ho comprato un giaccone nero, che considero un evergreen da passare a eventuali figlie. In super occasione (outlet, ultimo pezzo) mi è costato 250 euro (cachemire, ovviamente). Per un articolo del genere non mi sarei affidata alla moda cinese (ma nemmeno a Zara!). Quando invece ho deciso di prendermi una eco pelliccia rosa, non mi sono fatta alcun problema a prenderla su shein.it.

Al netto delle polemiche animaliste che possono scattare quando si parla pellicce autentiche, anche se avessi 5.000 euro da spendere in una vera pelliccia rosa non li spenderei mai, perché i miei gusti cambiano in fretta, e come faccio a sapere se fra due anni mi piaceranno ancora le pellicce? (non parliamo di quelle viola e verde acqua!)


Altra cosa da dire: quasi tutti i siti cinesi ora indicano il materiale da cui è composto il vestito, e secondo la mia esperienza quando ti dicono “cotone” l’oggetto è realmente di cotone! Per esempio, io non indosso camicie o magliette di poliestere, perché quando sudo mi creano un fastidiosissimo prurito. Per questo, quando Shein mi ha fatto scegliere un articolo per la nostra collaborazione, mi sono buttata a pesce su questa camicia.

Ormai la porto davvero spesso, e trovo che la qualità sia molto buona (anche il ricamo è fatto benissimo, e non ci sono fili che saltano)

(ok, facciamo finta che sia stirata [non lo è, sono bradipa per qualcosa!])

Se devo trovare un difetto quando si parla di moda cinese, è che devi perderti un po’ più di tempo per trovare cose di qualità: nella maggior parte dei siti gli articoli in poliestere sono quasi il triplo di quelle in cotone, ma se puoi prenderti un pomeriggio per andare a negozi puoi prendertelo anche per spulciare un sito, non trovi?
Altra osservazione: non di solo cotone vive l’uomo! Qui per esempio abbiamo una gonna piuttosto pesante (il tessuto ricorda un po’ quello delle tovaglie di gala) che non metterò mai col caldo.


Inevitabilmente, quindi, non verrà mai direttamente a contatto con la pelle, perché la metterò sempre con le calze. Quindi il per me temibile poliestere non è più temibile: perché rinunciare a una cosa che mi piace, allora? Però l’ho fatta accorciare: le gonne al ginocchio non mi donano!

Per finire, un’ultima osservazione: molti dicono che sui siti cinesi le taglie sono sbagliate. Effettivamente le orientali sono mediamente più minute di noi, ma ormai i siti più scafati lo sanno, e ti danno praticissime guide alle taglie: quindi mi raccomando, prendi le misure di vita, fianchi e busto e vedrai che non avrai problemi!

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