I malesseri primaverili sono l’altra faccia della medaglia di quella che è la mia stagione preferita. Faccio subito una premessa: se accusate i sintomi di cui vi parlo qui e nei prossimi post, la prima cosa da fare è andare dal medico, che dovrà escludere patologie più serie e concluderà eventualmente che siete affetti da malesseri primaverili come me. Idem per gli integratori: prima di provare a prendere quelli che vi consiglio, chiedete al medico/farmacista. Ve lo dice una che con l’otite ha continuato per un mese a prendere propoli convinta di dare una mano alle gocce antibiotiche, per poi scoprire da uno specialista che la suddetta otite era aggravata da problemi di stomaco, a loro volta aggravati dalla propoli. Anche se la propoli, di per sé, è ottima, se non l’avessi presa sarei probabilmente guarita prima.

Fatto questo doveroso disclaimer, vi annuncio che, probabilmente dal primo vagito, soffro di malesseri primaverili legati alla stanchezza. Persino alle elementari verso fine marzo cominciavo a svenire. Ho la certezza che non siano dovuti a qualcosa di serio perché il medico mi ha fatto fare degli esami, e tra l’altro nel bel mezzo di un attacco di primaverite ho dovuto, per altri motivi, fare una risonanza al cervello, quindi sono abbastanza certa che questi sintomi, a volte severi, non hanno una causa altrettanto grave.

Cosa succede a primavera? A me, di tutto. Per esempio, comincio a dormire in piedi. Non sto scherzando. Giorni fa il mio ragazzo mi ha fatto trovare il mio regalo di compleanno accanto ai croccantini del gatto. Peccato che io non l’ho trovato. Erano le 10 del mattino, quindi neanche un’ora proibitiva. Io mi sono alzata come al solito in preda ai capogiri, mi sono diretta verso la dispensa, ho agguantato i croccantini di Prandy, gli ho dato da mangiare, ho rimesso i croccantini a posto e mi sono diretta come uno zombie verso la caffettiera (la Terra Promessa, in pratica). Finché non ho sentito una voce lontana: “Scusa, mi stai prendendo in giro, vero?”. Insomma, la situazione è seria, anche se non grave. I miei malesseri primaverili, infatti, partono dal sonno. Ho un sonno costante che mi abbandona solo verso le quattro del pomeriggio, previa costante somministrazione di caffè (con buona pace della gastrite). E i sogni che faccio la notte diventano particolarmente realistici, al punto che mi è capitato di essere convinta di aver chiamato qualcuno, mentre era successo in sogno (il corpo umano è composto per il 60% di ansia).

Come ho combattuto questo problema? Ho smesso di combatterlo. Qualsiasi sostanza pseudo dopante (ginseng, tè, guaranà e via dicendo) avevano il fastidioso effetto collaterale di rendermi molto nervosa, e noi bradipi siamo animali pacifici, non siamo abituati al nervosismo, che ci stanca. così ho lasciato stare, potando con orgoglio la bradipaggine ai massimi livelli: sappiate che a primavera sono più bradipa del solito (e mi dimentico i compleanni). E del resto anche Vanilla Sky ci insegna che non è così male vivere in un sogno. Mi lascio avvolgere dolcemente da quella cappa di rincretinimento, che alla fine non è così diversa da quella specie di pace che ti piomba addosso dopo due prosecchi a stomaco vuoto. In pratica, posso essere brilla gratis e senza conseguenze per il fegato.

malesseri primaverili

Poi so che i testi che scrivo la mattina devono essere sempre controllati dopo le 16, mi metto l’anima in pace e mi organizzo di conseguenza. Ben diversa la situazione quando parliamo di pressione bassa, svenimenti, disturbi muscolari e mal di testa. Ma ve lo racconto prossimamente, che adesso devo andare a rileggere tutti i testi che ho scritto stamattina!

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