La giornata mondiale del sonno cade ogni secondo venerdì di marzo, ed è una ricorrenza a cui noi bradipi teniamo molto.

Chi dorme non piglia pesci, dicono. Il che sarebbe un problema, se tu fossi un pescatore. Ma siccome ci sono moltissime possibilità che tu non lo sia, dal 2008 hanno introdotto la giornata mondiale del sonno, e se sei fortunato la puoi festeggiare con una bella dormita.
Alcuni ti invidieranno, per esempio i 14 milioni di persone che in Italia soffrono di insonnia più o meno grave. Sarà per questo che l’anno scorso #worldsleepday è diventato trend topic sui Facebook e Twitter?

“Dormirò quando sarò morto” non è una grande idea: oltre a diminuire l’attenzione quando si studia e si lavora, l’insonnia favorisce problemi di salute più o meno gravi come i disturbi di memoria, il diabete e l’obesità, fino ad arrivare all’ictus. Per non parlare dei problemi emotivi di chi non dorme bene, causati da un’eccessiva attivazione dell’amigdala (come emerge da uno studio del Tel Aviv Medical Center e dell’Università di Haifa). Praticamente è come fondere il binge watching di Dawson’s Creek con l’ascolto coatto di Gigi d’Alessio: in men che non si dica, ogni piccolo inconveniente diventa un dramma senza precedenti. Capirai che la giornata mondiale del sonno in quest’ottica acquista un suo senso.

Ancora convinto di dormire post mortem? In caso contrario, ti consiglio di fare tue una serie di abitudini. Lo so, non sarà facile, ma poi il tuo benessere diurno ti ringrazierà. Per prima cosa la stanza da letto deve essere più buia possibile, e dovresti essere circondato da un silenzio lovecraftiano, a costo di litigare col tuo compagno di appartamento che ascolta musica a tutto volume. Inoltre bisognerebbe andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora: bando ai bagordi del weekend, se poi ogni mattina devi alzarti alle 7. Se invece puoi prendertela comoda, puoi anche fare tardi nei giorni festivi, per studiare e lavorare nei feriali: l’importante è che il dispositivo su cui lavori sia analogico (la carta ha ancora il suo fascino, #loggiuro!) perché a partire da un’ora prima di andare a dormire dovresti abbandonare computer e smartphone, visto che una delle prime cause dei disturbi del sonno è la luce emessa dai dispositivi elettronici. Di notte il cellulare dovrebbe rimanere spento, perché la sua luce causa dei microrisvegli di cui ci si può non accorgere, ma che peggiorano la qualità del sonno: ecco una possibile spiegazione al tuo “ho dormito otto ore ma ne dormirei altre 16”.

giornata mondiale del sonnoAnche lo sport di sera è da abolire, perché attiva l’adrenalina che può creare insonnia: l’ideale sarebbe il jogging all’alba o andare in palestra in pausa pranzo, ma anche il pomeriggio va bene. Poi lo sai, noi bradipi siamo contrari allo sport in generale, ma capiamo le esigenze di chi non è come noi e siamo bestiole tolleranti.

Oltre agli anziani, le categorie più colpite dai problemi del sonno sono chi lavora per turni e gli studenti. Tra stress, ritmi sregolati, abuso di caffè e di bevande energetiche, la situazione si fa impegnativa. Ed ecco che, anche quando si dorme, le notti sono popolate di incubi a stampo horror. A tutti capita, ogni tanto, di fare un brutto sogno. I più ricorrenti, secondo Panorama, sono cadere nel vuoto o rimanere intrappolato, apparire nudo in pubblico o fallire un esame/dover rifare la maturità. Finché gli incubi sono episodici, non è il caso di preoccuparsi. Se invece si ripetono notte per notte, potrebbero nascondere un problema più grave, come ansia e depressione. Nel dubbio io consiglio sempre di sentire un esperto.

Se però i tuoi problemi di insonnia persistono nonostante questi consigli e la giornata mondiale del sonno, vorrei darti anche una magrissima consolazione: esistono persone che, nonostante soffrissero di disturbi del sonno, hanno avuto un certo successo nella vita. Per citarne alcuni, Leonardo da Vinci, Thomas Edison e Nikola Tesla, fino ad arrivare ai più prevedibili Winston Churchill e Barack Obama. Quindi se soffri d’insonnia non disperare: c’è speranza anche per te, anche se non sei un bradipo!

Il presente articolo è stato scritto da Anna Cortelazzo, e originariamente pubblicato sul sito IlViviPadova (attualmente offline). Qui è pubblicato in ottemperanza alla licenza Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0).

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