Finalmente è primavera: le giornate si allungano, si può prendere l’aperitivo fuori e cominciare a seguire la moda
senza sembrare dei palombari in spedizione nell’Artico. Tutto bellissimo quindi?

Magari.
La primavera vanta molti fan ma anche vari detrattori, soprattutto tra le fila degli allergici. Effettivamente, per dirla alla Michielin+Fedez, “fuori tutto è magnifico”, o quasi. Diciamo che è splendido se hai la borsa di Mary Poppins, che può contenere agevolmente:

  • una canotta
  • una t-shirt
  • il deodorante
  • una felpa
  • un maglioncino di cotone
  • il maglione di lana che indossi a dicembre
  • un ombrello
  • gli stivali da pioggia
  • le scarpe da ginnastica
  • un arsenale di vitamine

In una giornata primaverile, infatti, ci sono buone possibilità che ti servano tutte queste cose, specie se sarai in giro da mattina a sera. La mattina è primavera, a ora di pranzo scoppia l’estate, quando scende la sera diventa autunno e dopo cena si viene scagliati nell’inverno russo senza passare dal via. Forse le nonne che consigliano di vestirsi “a cipolla” non sanno bene cosa voglia dire spostarsi dall’ufficio all’aperitivo, se poi fai un lavoro per cui devi anche andare su e giù sei spacciato: raggiungere il tuo cliente con 25 gradi all’ombra (e tutto il guardaroba nella borsa) per poi andare alla disperata ricerca del maglioncino di cotone mentre la pasta al pomodoro che hai ordinato al bar si raffredda, trovarlo finalmente sepolto sotto strati di stoffa e sporcarlo puntualmente col sugo, beh, tutto questo per noi bradipi è tranquillamente assimilabile a uno sport estremo.

Per il sugo, comunque, non ti preoccupare: è rimasto il maglione dilana, che funziona come degno sostituto, se non fosse per la corsa disperata che intraprendi per non perdere il tram e il conseguente sviluppo di un ambiente equatoriale in zona ascelle (nonché la difficoltà di convincere il tuo capo che no, non ti stavi mettendo il deodorante spray, ma tra le scrivanie deve esserciu un gatto arrabbiato che soffia al nemico. E che profuma).

Per non parlare della sublime sensazione da sudore congelato quando esci per prendere il tram e tornare a casa con gli otto/nove gradi delle sei di sera.
Alla fine ci si rassegna a indossare il maglioncino di cotone e il chiodo in pelle con qualsiasi condizione atmosferica. Inizialmente sembra una grande idea, non fosse che il giorno dopo si viene colti da un raffreddore selvaggio (nota: aggiungere al bagaglio succitato due pacchetti di fazzoletti e spray nasale) che pareggia il conto con il popolo degli allergici che sta già starnutendo da giorni.

Per non parlare degli altri malesseri tipicamente primaverili: crampi e tremolii ai muscoli, mal di pancia, dolori alle articolazioni che manco i personaggi di Dickens con la gotta, smodato appetito o, al contrario, nausea, giramenti di testa, irritabilità, insonnia, stanchezza eccessiva e isteria di massa.
Anche la scienza lo conferma: esiste il Sad (disturbo affettivo stagionale), perché i repentini mutamenti climatici hanno un effetto negativo sul sistema endocrino. La buona notizia è che ci sono dei rimedi che possono tamponare i danni da sindrome primaverile. Per prima cosa è bene stare all’aperto il più possibile, specie quando splende il sole. L’abbinata vincente sarebbe lo sport all’aperto (anche se per i bradipi non vale!): la corsa in questo periodo è quasi una panacea, ma attenti ai colpi d’aria! Poi bisogna assicurarsi di assumere le vitamine e i sali minerali necessari per questo periodo e per la stanchezza che lo caratterizza: se non riesci ad assumere le 5 proverbiali porzioni giornaliere di frutta e verdura, dovresti integrare le vitamine con la chimica (qualsiasi farmacista ti saprà consigliare in merito).

Per finire, più che in altri periodi, bisognerebbe andare a letto sempre alla stessa ora e limitare l’assunzione di alcol e caffè. Un po’ un controsenso, visto che stare svegli ad aprile è un’impresa, ma lo dice la scienza, non io!

Se questo non dovesse bastare, stati tranc, che la primavera è breve e molti dicono addirittura che, in quanto mezza stagione, non esiste (non sono allergici, evidentemente!). Solo che poi comincia il caldo afoso.

Il presente articolo è stato scritto da Anna Cortelazzo, e originariamente pubblicato sul sito IlViviPadova (attualmente offline). Qui è pubblicato in ottemperanza alla licenza Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0).

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