Per me il minimalismo nell’armadio è il secondo più difficile da mettere in pratica (dopo il settore makeup). Ciò non toglie che ci provo, e anche quando non avevo ancora messo a fuoco quest’esigenza con nome e cognome avevo già dei punti fermi (per esempio, niente giacconi in poliestere). Naturalmente, anche quando ci diamo delle regole può capitarci di scivolare, altrimenti non saremmo umani, ehm, bradipi.

Come ti avevo anticipato la scorsa settimana nel post su saldi e minimalismo, avrei fatto un bilancio a partire da ciò che ho comprato durante i saldi l’anno scorso

Saldi 2018: un attentato al minimalismo nell’armadio

Premetto che l’anno scorso non avevo ancora aderito al bradimalismo, cioè al minimalismo bradipo che è diverso da quello di molti altri, sicuramente più bravi di me. Molti degli errori di shopping che ho fatto allora (solo un anno fa!) adesso sarebbero impensabili, ma penso che possano aiutarti se anche tu vuoi cominciare con il minimalismo. A gennaio dell’anno scorso avevo consegnato un grosso lavoro, quindi avevo una discreta disponibilità economica. Non solo: volevo premiarmi per i mesi in cui avevo sacrificato moltissimi impegni per il lavoro. Ecco il primo errore. Premiarsi va bene, ma con lucidità: puoi comprarti la borsa che desideri da anni, ma non abbondare nello shopping perché “te lo sei meritato”. Questo per mettere in pratica il minimalismo nell’armadio, ma anche in qualsiasi altro ambito, è deleterio, perché può portarci ad acquistare cose che non ci servono o non sono adatte a noi: ne sono l’esempio lampante. Ecco cos’ho comprato a gennaio 2018

  • Profumo Lancome
  • Borsa in pelle nera
  • Maximaglia in lana bordeaux
  • Due cappelli bordeaux
  • Un giaccone bordeaux in lana vergine con righine
  • Giaccone beige chiaro in lana vergine

minimalismo nell'armadio
Gli acquisti giusti

Come dicevo nell’ultimo post, gli acquisti perfetti soddisfano tre condizioni: hai bisogno (relativo) dell’oggetto, usi spesso l’oggetto, ti affezioni all’oggetto. Per me un acquisto è giusto se soddisfa almeno due di queste caratteristiche. Nei saldi invernali dell’anno scorso ho effettuato ben due acquisti perfetti: il giaccone bordeaux (che adoro, uso spessissimo ed è del “mio” colore) e uno dei due cappelli bordeaux (idem). Promuovo anche la maximaglia bordeaux, a cui non mi sono ancora affezionata forse solo perché la devo usare per forza come vestito quando io volevo qualcosa che potessi mettere sopra i jeans. La porto comunque molto.

Gli acquisti “meh”

Uno dei due cappelli bordeaux e il giaccone beige chiaro. Il primo non mi stava benissimo, ma era davvero bello, con le cuciture di tutti i colori, davvero allegro, e in più era 100% lana. Se non avessi contemporaneamente comprato un altro cappello bordeaux che mi stava molto meglio, forse lo avrei anche usato (sì, sono una pandola). Il giaccone l’ho utilizzato tre volte, di domenica. Non è che non mi stia bene o che non mi piaccia. Purtroppo non avevo considerato che mi muovo in tram, i sedili non sono pulitissimi e lui è di un colore chiaro, quindi sono costretta a indossarlo le rare volte che mi muovo in auto. Speriamo che in futuro io gli possa dare un’altra possibilità!

Minimalismo nell’armadio, operazione fallita

Sono avanzati due articoli, ma uno è veramente clamoroso. Da una parte abbiamo il profumo, che devo ancora aprire. Oh sì, lo userò sicuramente (sperando che non vada a male come mi è successo una volta), e l’ho comprato perché era in offerta. Spoiler: un’offerta prima o poi ci sarà sempre, e non ha senso comprare qualcosa che non ci serve nell’immediato. Comunque non può eguagliare il primo acquisto dei saldi 2018, la borsa nera. Se sei sul pezzo, ti ricorderai che nell’elenco di cose che mi servivano nello scorso post avevo segnato la “borsa casual nera”. Immaginati quando mi sono stupita (e quanta voglia di autoprendermi a mazzate mi è venuta!) quando l’ho trovata nella lista degli acquisti dell’anno scorso!

Ebbene sì: me n’ero completamente dimenticata. L’ho addirittura dovuta cercare nei cassetti, pensa un po’! Cos’ha che non va questa borsa? E, soprattutto, perché l’ho comprata? La seconda domanda è facile: costava poco, era di marca e mi serviva una borsa casual (il modello andava benissimo!). Purtroppo aveva due imperdonabili difetti: non era in pelle saffiano e non aveva tasche interne. Naturalmente lo sapevo, e avevo pensato che potevo superare il mio ridicolo disprezzo per la pelle vacchetta. Perché non ha senso fissarsi per la storia del saffiano. Poi è vero che non aveva le tasche, ma aveva una specie di beauty case dove avrei potuto mettere soldi e documenti (da quando sono stata borseggiata per la seconda volta, non uso più portafogli). Peccato che poi mi è apparso subito chiaro che il ladro di turno, come sfila il portafogli, può anche sfilare il beautycase, quindi a meno di non inserire in borsa una tagliola, rischiando di assassinarmi la mano, questo oggetto l’avrei potuto usare al limite per matrimoni e battesimi (ma è nera).

Cosa ci insegna questa storia? Mai autoconvincersi a comprare qualcosa solo perché sembra conveniente: se non siamo sicuri, è probabile che sarà un flop clamoroso. Ah, se hai una borsa in saffiano nera contattami, che facciamo cambio! Se invece vuoi semplicemente rimanere in contatto con me iscriviti alla newsletter bradipa o agli aggiornamenti del blog allo stesso link. Se però preferisci i social, puoi trovarmi anche su Facebook e Instagram!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment