Disclaimer: sono nata negli anni Ottanta e sono cresciuta a pane, Nutella e Dawson’s Creek. Le idee contenute in questo post le difenderò sempre a spada tratta, ma siate pietosi sulla forma: farò causa a Italia1 per avermi bloccato lo sviluppo di prosa asciutta nella preadolescenza

Caro/a 16/17/20 enne che stai soffrendo per amore, mi pare di vederti. Sei li chiuso nella tua cameretta ad ascoltare… chi?? Chi diavolo stai ascoltando?? Io direi gli 883, I Backstreet Boys o le M2M, ma mi sa che sono datati. Ok, facciamo che stai ascoltando gli One Direction (unica band cccciovane che ho sentito nominare), ma se non ti piacciono gli One Direction perdonami e sostituisci a piacere. Insomma, sei li a soffrire ascoltando una lagna a caso, finché non arriva qualche adulto pieno zeppo di buone intenzioni, ti fa un pippone colossale sulla sua adolescenza, infarcendola di aneddoti veri o presunti e poi, come in un climax dantesco, conclude con la chicca: “Non ti preoccupare, passerà”. Insomma: tua madre/tuo padre/la zia Pierdibalda o chi per essi hanno ben chiara in testa una certezza, e cioè che l’amore è un autobus.
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Se non passa oggi che è festivo, e nemmeno domani che è il primo maggio, non ti preoccupare: gli autobus non si sono estinti come i dinosauri.
La buona notizia? Probabilmente hanno ragione. Tu oggi non ci credi, perché stai male, ti senti un vuoto dentro che non puoi colmare nemmeno con un rifornimento annuale di pringles e stai così a pezzi che riusciresti ad ascoltare quella musica di merda per giorni e giorni senza nemmeno impazzire, ma ci sono ottime probabilità che un giorno ti sveglierai e sarai di nuovo pronto ad ascoltare musica decente e a buttare via i fazzoletti. Fidati di chi ci è passato (chiamami Pierdibalda).

Purtroppo, però, c’è anche una cattiva notizia: c’è una piccola, microscopica possibilità che questo non accada.
L’amore non è un autobus e a volte no, non passa mai.
Questa storia non la diffondono, perché si creerebbe il panico. Milioni di adolescenti (e non) rivendicherebbero il diritto di soffrire per sempre chiusi in una stanza al buio, gli adulti si sentirebbero giustificati a fare lo stesso, nessuno lavorerebbe più e si arriverebbe al collasso economico. Per questo, se niente niente soffri troppo e magari sei pure americano, arriverà qualcuno colmo di buon senso e ti allungherà una pillolina dal nome strano, così, volente o nolente, capirai che no, non si soffre per sempre e che prima o poi passa.
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Però, scoop degli scoop, non è vero. Ok, Romeo e Giulietta erano due sprovveduti fregati da Poste Italiane, Dante mentre scriveva di Beatrice metteva al mondo figli con la signora Bianca e nemmeno Gatsby se la passa tanto bene sul fondo della piscina, ma questa storia dell’amore eterno da qualche parte la devono pure aver presa, che sennò come argomento fiction non era un gran che. Io un paio di esempi li avrei. Peccato che i termini che sento usare per descrivere queste persone sono “ossessionati” “privi del senso della realtà” e, nella migliore delle ipotesi, “un po’ matti”.
Mi spiace, siete gente reale e non personaggi letterari, per cui sappiate che, se appartenete alla stretta cerchia di quelli a cui non passa, o fondate un club tra di voi, o è meglio che stiate zitti e buoni. Sia mai che vi troviate in una stanza imbottita di materassi. Perché è così che i maxi esperti del mondo trattano le cose che non capiscono: prima cercano di farle scemare con le buone, poi se non funziona le distruggono. Io non mi stupirei se di questa gente che vive nascosta ce ne fosse più di quanta immaginiamo.
Però, caro/a 16/17/20 enne che ascolti musica schifa e che ti senti un alieno perché passa a tutti ma non a te, io ci tenevo a ribadire, appunto, che non sempre passa. Il vero amore non passa. Tranquillo/a, anche tu potrai andare al lavoro, giocare a calcio e farti una famiglia, perché come dice Marco Sbarbati “la ferita non guarirà ma sarà tollerabile”. Quello che non devi fare, invece, è lasciarti prendere in giro o prenderti in giro da solo, banalizzando o distruggendo pezzo per pezzo quello che provi, lasciando credere a noi cinici che l’amore è come un autobus che quindi prima o poi passa.
Perché secondo me la verità è che chi ti dice questo non riconoscerebbe l’amore nemmeno se bussasse alla sua porta sventolando un biglietto da visita.
Il vero amore non passa, per quante pastigliette tu possa prendere, per quanto gli altri possano prenderti in giro, per quanto tu stesso ti affanni a dimostrare che è solo una cosa così, che domani andrà meglio e che ha ragione la zia Pierdibalda: mi dispiace, ma il vero amore non passa mai. Ti rimane dentro e ti logora ogni giorno, perché se lo perdi sarai per sempre un esule che non potrà mai tornare a casa. Lo puoi negare, prendere la tessera del partito del “prima o poi passa”, diventarne il presidente e morire ogni giorno un po’ di più.
Oppure puoi accettarlo, perché hai provato qualcosa che la maggior parte della gente non può nemmeno sognare. Ti lascio con le parole di un tizio che ci sapeva fare un po’ più di me, Edward Morgan Forster:
“Non è possibile amarsi e separarsi […] Si può trasformare l’amore, ignorarlo, sprecarlo, ma non si può estirparlo dall’anima”

 

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