Era una notte buia e tempestosa e, Gigetto Tranviere lo sapeva, sarebbe stata anche lunga. Perché quella sarebbe stata la notte in cui lui, incaricato dal suo perfido datore di lavoro, avrebbe dovuto ridisegnare i percorsi dei bus di Padova e provincia. Ma quella non era una notte come le altre
Misteriose presenze si aggiravano nell’oscurità, e una di queste era Dorsodimulo, lo Spirito dei Trasporti del Passato. Tra gli spiriti cattivi, aveva un curriculum un po’ povero: incidenti (ma alcuni mortali), isolamento di interi villaggi e qualche ritardo con conseguenze drammatiche, come quella volta che aveva ritardato l’arrivo del frate che portava a Romeo la notizia del falso suicidio di Giulietta e così il povero malcapitato, credendola morta, l’aveva fatta finita. Certo, niente a che vedere con i colleghi addetti agli uragani e alle calamità tutte, ma la gavetta bisognava farla, e Dorsodimulo lo sapeva.

Per questo, dopo essersi spupazzato Bepi Urbanista e averlo spinto a progettare il “fagiolo” della Stanga, Dorsodimulo aveva capito di avere ancora del lavoro da fare a Padova. Il suo scopo era quello di isolare residenti e pendolari, o possibilmente interi quartieri, rendendo difficili o meglio impossibili gli spostamenti. Quale fortunata coincidenza era avere Gigetto Tranviere pronto a rivoluzionare la mobilità padovana! Dopo le presentazioni di rito (lo spavento di Gigetto, le necessarie spiegazioni di Dorsodimulo e l’iniziale perplessità del Tramviere) fu la volta della burocrazia. Gigetto vendette l’anima a Dorsodimulo, promettendogli carta bianca nella rivoluzione del trasporto urbano. In cambio chiese solo il teletrasporto (e qualche milioncino depositato alle Cayman), ma non volle rinunciare a discutere della faccenda con Dorsodimulo, pur sapendo, beninteso, che questi avrebbe avuto carta bianca per il piano finale. In realtà la missione del demone lo aveva ispirato, e non voleva limitarsi al ruolo del tramite. Poi era un perfezionista: se doveva fare una cosa voleva che fosse fatta bene, e Dorsodimulo, a dirla tutta, non gli sembrava tanto qualificato.

“Pensavo – esordì lo spirito – di far sparire qualche corsetta qua e là, di creare un po’ di confusione, di convincere interi quartieri che il tram basta e avanza (tanto poi lo faccio rompere) e, dulcis in fundo, di aumentare il prezzo dei biglietti.”
“Vossignoria – lo incalzò Gigetto – se mi è permesso darle un suggerimento, forse dovremmo rendere la cosa meno evidente. Va bene il tram, ma il biglietto non possiamo aumentarlo ora, altrimenti i cittadini si arrabbiano, nessuno prende più l’autobus e il nostro piano fallisce. Possiamo comunque farlo tra qualche mese, quando si saranno abituati.”

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Dorsodimulo si rese conto che Gigetto ne sapeva una più del diavolo o, quantomeno, una più di lui. Così lo esortò a continuare.
“Vossignoria, la faccenda del tram va bene. Che tanto in ora di punta non ci entri nemmeno se sei un chiwawa, e poi basta aumentare il coefficiente-passeggini e romperne uno ogni tanto, così si blocca tutto. Per depistarli però, potremmo stravolgere tutto il sistema. Oltre che tagliare qualche corsa, spostiamo tutto e li freghiamo. Ecco qui, per esempio, l’Arcella. È un quartiere molto popolato (41 mila abitanti) e si sviluppa su due vie parallele, via Tiziano Aspetti e via Buonarroti. In via Tiziano Aspetti passa il tram, quindi abbiamo già tolto uno dei due autobus, il 16, e lo abbiamo fatto fermare in stazione. Adesso gli togliamo anche il 22, che collegava Mandria e Torre, passando per il centro. Lo facciamo fermare in stazione, e in cambio gli diamo il 6, ma non lo facciamo più passare per la stazione e per l’ospedale. L’ospedale poi deve rimanere isolato, così se uno si sloga una caviglia deve per forza prendere un taxi o chiamare l’ambulanza. Direi che, all’uopo, possiamo anche spostare il capolinea del 24, levando il passaggio in zona Buonarroti. Come contentino facciamo passare qualche 15 davanti agli ospedali, e poi sdoppiamo i capolinea: uno al Plebiscito e l’altro in Largo Debussy.”
“Ma – obiettò perplesso Dorsodimulo – non è troppo lasciargli il 6? Hanno già il tram!”
“Eh no – rispose Gigetto – Il 6 lo diamo a via Tiziano Aspetti e lo togliamo al quartiere Forcellini dove rimangono solo con il 13 che passa con il ritmo di una canzone di Masini. Poi – continuò Gigetto preso dalla foga – togliamo il 10 da ponte di Brenta e lo facciamo fermare in stazione.
E questi studenti di campagna, che pretendevano di arrivare a scuola con due soli bus, devono ridimensionare le loro pretese. Ecco, guarda qui: uno studente di Cadoneghe si prende il 4, arriva a Ponte Vigodarzere, prende il tram, se riesce a salirci in ora di punta, smonta, sempre se ci riesce, prende il 6 e arriva al suo Scarcerle. Vuoi studiare le lingue per favorire gli scambi culturali? E noi te lo rendiamo difficile! Mi pare un buon inizio per isolare il mondo: lo studente dell’istituto linguistico o si sveglia alle 6 o arriva in ritardo, perde la prima ora e alla fine lo bocciano. Direi, per complicare ulteriormente la situazione, di rendere noti i percorsi solo un paio di giorni prima del cambio, così li spiazziamo tutti quanti e il primo giorno di scuola nelle aule ci saranno solo i ciclisti (poi già che ci siamo gli sgonfiamo le gomme, che gli sta bene).
class-255620_640Direi, per le pari opportunità, di penalizzare un po’ anche gli universitari: togliamo il 15 da via Belzoni e lo facciamo andare dritto per l’ospedale. In via Belzoni lasciamo il 9, che abbiamo già tagliato quest’estate e che ora è più raro di nonna Abelarda sulle piste da sci.”

“Questo tuo piano mi sconfinfera. Mi piaci, Gigetto. Ma dimmi, non cancelliamo niente? Adoro cancellare i mezzi di trasporto!”
“Ma sì, dai il Diretto Piazze.”
“Ottimo: già la parola diretto poco mi garba. Ma che dici se gli diamo un piccolo contentino, e li lasciamo viaggiare sui bus extraurbani?” aggiunge Dorsodimulo.
“Ehi, non ti sembra di esagerare? – chiede Gigetto, sempre più calato nel ruolo – Dobbiamo creare disagio, mica fare beneficenza di mezzi.”
“Vossignoria ha ragione, e mi scuso – disse Dorsodimulo, ormai visibilmente confuso sui ruoli – però con questo contentino potrebbero non accorgersi dell’intervento del Maligno dietro la faccenda. Facciamo così: bus extraurbani a disposizione, ma non nell’ora di punta, che è il momento in cui realmente servirebbero. E lo rendiamo possibile solo nelle fermate più periferiche, che non si allarghino troppo. E poi, che dici, facciamo qualcosa anche contro la zona Sacra Famiglia? Il nome non mi piace.”
“Sì, dai, possiamo togliergli il 18. Si fanno una bella camminata e hanno il 5 in via Goito, o un’altrettanto bella corsetta fino a piazzale Santa Croce e si prendono il tram, che tanto si rompe. Dimagriranno, e se gli succede qualcosa è selezione naturale.”
Dorsodimulo fa mente locale: “Beh, mi pare bene. Abbiamo cambiato tutto?”
“No – risponde prontissimo Gigetto – restano uguali i percorsi del 3 (Stazione – Salboro), del 4 (capolinea nord del tram – Cadoneghe), del 7 (Stazione – Saonara), dell’11 (Tre Garofani – Taggì), del 12 (Stazione -Selvazzano),del 13 (Terranegra – Limena) e del 19 (Pontevigodarzere – Vigodarzere). Vuoi che modifichiamo anche quelle?”
“No. Stanotte dovrei anche presenziare a un party in onore dei sassi nei raggi delle biciclette. Pare che mi faranno guidare anche la carrozza di Cenerentola. E ci saranno addirittura i vertici di Trenitalia, gente da cui ho parecchio da imparare. Fermiamoci qui.”

I due si salutarono. E Dorsodimulo sperò in cuor suo che nessuno nelle alte sfere venisse a conoscenza delle naturali abilità di Gigetto. Perché altrimenti, era palese, sarebbe stato licenziato, finendo a dirigere il traffico all’Inferno al posto di Caronte.

6 Comments

  1. non ti conosco, ma ti amo. È da mezz’ora che rido come un deficiente da solo in un ufficio di Londra. Sei un genio, peccato ci sia poco da ridere in verità.

  2. Molto divertente, davvero… se non ci fosse alla base l’amara realtà. Brava comunque.
    Alla fine l’unica logica che hanno perseguito è il taglio dei costi, con buona pace degli utenti che devono arrangiarsi. Stupidamente ho fatto l’abbonamento trimestrale per il periodo settembre/novembre, avessi fatto il mensile potrei già optare per la bicicletta o la moto.
    Appuntamento solo rimandato, comunque.

  3. È proprio così! Abbiamo un servizio vergognoso, non all’altezza di un’area metropolitana che conta quasi 400.000 abitanti! La linea 15 è di sicuro quella che ci ha rimesso di più: un unico bus con 5 capilinea e 10 varianti all’interno del percorso! Corse alterne per il Plebiscito e per Largo Debussy, per risparmiare fino all’ultimo centesimo! Comincerò anch’io a pagare il biglietto una ogni due volte così risparmio anch’io!

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