Avevo promesso un post sui regali poco azzeccati fatti a me. Devo ammettere, però, che nella mia vita non ce ne sono stati molti. Evidentemente ho delle amiche che mi conoscono e che mi vogliono molto bene, o delle conoscenze che colgono attentamente i segnali che io lancio. Tutti, tranne il mio ex e una mia (diciamo ex) amica.


I regali meno azzeccati hanno quasi tutti un minimo comune denominatore. Hello Kitty.
Quando stavo con il mio ex ex la adoravo, al punto che lui mi aveva regalato l’apprezzatissimo telefono e pure la sveglia. Poi sono rinsavita ho cambiato gusti, ma siccome ho un bellissimo ricordo dell’ex ex tenevo ancora cari telefono e sveglia. Da qui il fraintendimento. Il mio ex ha quindi logicamente arguito che io amassi intensamente Hello Kitty. Apriti cielo. Ho cominciato a ricevere pigiami, peluches, gadget, COMPLETINI INTIMI di Hello Kitty.

La mia “amica” completava l’opera con un terribile paio di ciabatte rosa di Hello Kitty. Faccio ancora gli incubi.

Poi ho un tot di riciclatissime vettovaglie (tra l’altro io ho due piatti fondi in totale e una cinquantina di bicchieri. Tenete presente) il cui culmine è toccato da due portacandele plasticosissimi che comunque ho brillantemente riciclato come portacollane.

Poi c’è il libro di Gigi Proietti regalatomi da un mio amico a cui avevo sempre detto che non mi piace ricevere libri in regalo. Attende sulla libreria da due anni. Ma se l’è cercata. (E poi ditemi chi regala libri di Gigi Proietti! Alberto, se stai leggendo ce l’ho con te)

E TUTTE le creme per il corpo. Perché non le riesco a usare e solo vederle mi fa sentire in colpa.

Ma il podio dei regali sbagliati spetta sempre all’ex. E lo so, ci sono un centinaio di bradipe (cioè tutte quelle che mi leggono, essendo ottimisti), pronte a vincere la proverbiale pigrizia per saltarmi al collo e uccidermi. Ma io lo devo dire. Il regalo più brutto che ho ricevuto (se poi penso a quanti soldi ci ha speso!!!) è il…

Biglietto per il concerto di Tiziano Ferro
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Ora, a me Tiziano Ferro piace. Ammiro anche la buona volontà e l’amore manifestati dall’ex, disposto ad accompagnarmi anche se lo aveva amichevolmente ribattezzato “Tiziano Flebo”. Ma un conto è ascoltare piacevolmente un cd, un conto è, per una germofoba del mio calibro, recarsi in un posto pieno di gente e caos, dove puoi avere un attacco di panico alla prima nota. Lo faccio, sì. Ma lo faccio solo per gente selezionatissima. Cioè, per ora, nell’ordine: Modena City Ramblers, Samuele Bersani, Francesco de Gregori, Samuele Bersani bis, Fiorella Mannoia, i Baustelle, i Perturbazione e Le luci della centrale elettrica. Mi mancava solo Lucio Dalla, il che sarà per sempre un grande rimpianto. Ora, vi potrete accorgere da voi che il genere è un tantinello diverso. E che non sono concerti dove il massimo della spettacolarità è Tiziano Ferro che entra in scena volando su una pedana, per poi farsi 10 cambi d’abito. L’unica cosa che ricordo era la bimba che mi tossiva di fianco. E tutte le ipotesi che ho fatto sulla sua sicuramente morale malattia.

Poi non è morta, ma di sicuro l’ha rimpianto quando è partita “Raffaella è mia”

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