Disclaimer: vi avviso che questo post sarà uno spoiler continuo, quindi se intendete vedere L’ultimo dei templari interrompete pure la lettura. Detto ciò, ci tengo a precisare che mi avevano trascinato a vederlo. Puntandomi una pistola alla schiena, esatto.

Ci sarebbe da stendere un papiro sull’attore protagonista. Ma di sicuro ci saranno altre occasioni per esternare tutto il mio odio nei confronti di Nicolas Cage (che per onestà intellettuale dovrebbe chiamarsi Nicolas Cage Coppola, visto che sta lì solo perchè sua madre ha ben pensato di farsi il suddetto Coppola), che mi ha spinto a boicottare TUTTI i suoi film. Se sapevo che era il protagonista mi facevo sparare con la pistola di cui sopra.

Credetemi, comunque, se vi dico che Nicolas era il problema minore di tutto il film. Intanto lo sceneggiatore era talmente ciclotimico che penserei che fosse lo stesso di Cambia la tua vita con un click, se non fosse che il genere di film era un pelin diverso. Fino a tre quarti non aveva ancora deciso se fare un film drammatico, storico o horror. La trama è presto detta. C’è Nicolas che è un templare pentito (con la profondità psicologica di una pozzanghera) che assieme ad altre quattro persone deve portare una strega in una specie di roccaforte per salvare il mondo dalla peste. Si mettono in cammino in gruppo, un po’ muoiono e alla fine arrivano a destinazione, ma trovano i preti tutti morti. A questo punto (70esimo minuto) il colpo di scena: la tipa non è una strega ma è posseduta da un diavolo che vuole appropriarsi di un libro che sta nella roccaforte. Sono pronta a giurare che l’inversione di tendenza è frutto di una scopata poco riuscita dello sceneggiatore: da sensuale strega a diavolessa scapigliata. Vi assicuro che mi ha ricordato di quando Berlusconi a Porta a Porta preso dalla disperazione se n’è uscito con l’idea di levare l’ICI. Vabbè, Nicolas fa fuori il diavolo, si immola per l’umanità e crepa. La peste va via e la ragazza, non più posseduta, dice che racconterà a tutti quella storia. Grazie tante, potevi risparmiartelo, baby.
Non è mia intenzione soffermarmi sull’accozzaglia di clichè che sfilavano intonsi lungo tutto il film. Vorrei però analizzarne almeno un paio perchè a mio parere meritano.

IL PONTE: di cui fortunatamente possediamo una diapositiva

Allora, a parte la scena scontatissima del carro che passa e il ponte che crolla un secondo dopo (ma dai? Voglio un ponte che rimanga integro anche se cade a pezzi, almeno fino alla fine del film), ma guardate la scenografia! Io mi aspettavo di vedere apparire Gandalf che col suo vocione recitava: “Fuggite, sciocchi! Ops, scusate, ho sbagliato set!”

L’AMICO BRUTTO: Come fare l’attore figo quando reciti solo perchè tua madre si è presa la briga di elargire i suoi favori sessuali a un Coppola? Che domande, come la ragazza bruttina riesce a fare colpa in discoteca: ti porti via l’amica/o cessa/o

Questo ricordava il mio prof di tecnica delle medie. Gran brava persona, ma ricordava un botolo ferocissimo.
Oh, Nick, ti prego, salvami! Comunque era l’unico personaggio simpatico (come succede all’amico bruttino medio) e mi ha divertito vederlo prendere il diavolo a capocciate 😀

IL DIAVOLO:
Purtroppo non disponiamo di una diapositiva. L’ho cercata ovunque. Allora, intanto vorrei un diavolo con la voce da gay. Così, una volta tanto. Invece hanno tutti quel vocione cavernoso da scusate-mi-sono-appena-alzato-dopo-una-notte-di-sesso. Ma parliamo di quando si trasforma in pipistrello? Io ho capito le citazioni, ma, dopo Gandalf, Batman non ci azzeccava un accidenti! E poi io capisco che il poveretto voleva distruggere il mondo: la sua frustrazione è più che comprensibile! Il povero demone era in realtà un gargoyle.

gargoyle
Ora, immaginate come vi sentireste se da un bel posto con visuale su Parigi voi foste scagliati in un paesello medievale desolato in compagnia di Nicolas Cage!!! Piccola Creatura, hai tutta la mia solidarietà. La prossima volta che capito a vedere un suo film diffondo anche io una pestilenza!!!

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