Come dicevo, discutere sui social, allo stato attuale delle cose, non solo non ha senso, ma fa anche molto male. Volutamente non entro nel merito di quanto sia un peccato, e di quanto una discussione costruttiva sia utile alla comunità: è vero, ma questo tipo di discussione non la troverete sui social (è già tanto se la trovate in una serata coi vostri amici).

L’anno scorso sono cominciati i miei problemi di salute. Non vi annoio in proposito, ma ad arrabbiarmi rischio molto. Questo inizialmente mi ha mandato in crisi, perchè sono una che si arrabbia(va) spesso. Ho dovuto modificare molti miei comportamenti e in quasi un anno non ci sono ancora riuscita del tutto. Però ho fatto dei miglioramenti che non avrei mai creduto possibili e questo con tre semplici trucchi:

1) Ho smesso di discutere di un sacco di cose, sui social e fuori
2) Ho cominciato a sorridere a commessi e persone che incrociavo per strada
3) Mi sono sforzata di stemperare con un sorriso le situazioni tese

Ora, premetto: non sono nè il Dalai Lama e nè Gesù Cristo e sono lontanissima dalla filosofia del “porgi l’altra guancia”. A volte arrabbiarsi è necessario, specie quando calpestano i nostri diritti fondamentali. Il problema è che ormai si tende ad arrabbiarsi per tutto, al punto che impieghiamo la stessa energia per cose fondamentali e per cose totalmente accessorie. Facciamo un piccolo test. Per quali di queste cose ha senso arrabbiarsi?

– Un mio amico dice che l’aborto è la peggiore delle leggi fatte in Italia
– Sto attraversando sulle strisce e una macchina mi suona il clacson
– Mezzanotte, i miei vicini stanno litigando e io non prendo sonno
– La mia squadra ha perso perchè l’arbitro le ha annullato un gol regolare
– Mi propongono un lavoro e mi dicono che non è previsto un pagamento nè un rimborso spese
– Il treno è in ritardo

Se hai risposto che ha senso arrabbiarsi per tutte queste cose, come avrei risposto io prima di gennaio, ci sono molte possibilità che tu non sia una persona felice.

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Secondo me in questa lista ce n’è una sola davvero importante (e non è la 4 😛 ). Certo, anche le altre sono ingiuste, ma la tua rabbia non avrà alcun effetto, se non quello di renderti più infelice. Il datore di lavoro che pretende un servizio senza pagarti, invece, sarebbe perseguibile, e se tutti ci prendessimo la briga di denunciarlo penso proprio che gli passerebbe la voglia di sfruttare la gente. Ma non lo facciamo, perchè siamo troppo impegnati a prendercela coi vicini, con il treno e con la macchina.

Questa rabbia generale rende il mondo peggiore, e non di poco. Ripeto, non si tratta di farci calpestare da tutti a loro piacimento, ma se uno mi pesta il piede in tram e mi chiede scusa, io ora gli sorrido, anche se mi ha fatto male. E se non mi chiede scusa, riesco comunque a non arrabbiarmi. Alla cassiera stanca sabato alle 19 faccio un complimento sorridendo. Nulla di che, un apprezzamento alla sua collana o al suo taglio di capelli. E lei cambia espressione. Spessissimo ci vuole davvero poco ad essere gentili. Certo, è meno facile esserlo con chi ci tratta male. Lo scorso venerdì ho trovato appeso alla porta un biglietto che mi chiedeva in tono formalissimo di non usare l’acqua fino al giorno dopo, perchè al primo piano c’era una perdita. Siccome il biglietto aveva un recapito, il giorno dopo ho chiamato quel numero per sapere se potevo riprendere a usare l’acqua e mi è stato risposto, testualmente: “E io che diavolo ne so? Chiami l’amministratore”. Ora, a me è venuta voglia di aprire a palla i rubinetti e di creare una rivisitazione moderna del diluvio universale. Ma poi mi sono chiesta se quella persona avrebbe reagito così se mentre andava al lavoro qualcuno le avesse sorriso.

Capisco di poter sembrare Pollybradipanna, ma sono davvero convinta che il sorriso e la gentilezza possono migliorare il mondo. Se non mi credete, provate. Io ho visto molti miglioramenti, non solo negli altri, ma anche in me. Poi certo, ci sono delle persone talmente infelici che con loro un sorriso non può nulla (ne ho una al primo piano e una al secondo!), ma la maggior parte della gente che si trova per strada è solo scazzata, e una chiacchierata piacevole può cambiare loro la giornata. E sapete cosa? Se in molti cominciassimo a fare così, la cosa si espanderebbe a macchia d’olio, perchè gentilezza chiama gentilezza, esattamente come aggressività chiama aggressività.

Davvero, provateci e sappiatemi dire come va 🙂

PS: Le poche persone davvero felici che conosco non perdono tempo a cercare di convincere gli altri della propria idea. Sono troppo impegnate a essere felici. E no, non sono ricchi, e nemmeno Parlamentari 😉

3 Comments

  1. Suppongo dipenda anche dalla predispozione che ha chi riceve il sorriso, nei confronti di chi lo fa: io a bordo posso anche sorridere ai miei “passeggeri”… Probabilmente mi domanderebbero perché ho quel risolino da ebete stampato sulla faccia 🙁

  2. Bravissima Anna! Condivido in pieno e ti confermo che praticare la felicità (io dico così perché ogni giorno ci avviciniamo di più alla meta) funziona. Cambia il modo di vedere gli altri, poi cambia gli altri, poi cambia te. Continua così 😉

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