Qualche giorno fa sono stata invitata a seguire un workshop di fotografia, tenuto dal fotografo e formatore Adriano Cassin e dal grafico Fabrizio Penso. Quando dico “workshop di fotografia”, magari vi immaginate una cosa iper tecnica, dove rimbalzano termini come “iso”, “esposizione” e “bilanciamento del bianco”.
Intendiamoci, corsi del genere sono utili, e nella mia immensa lista di cose da fare c’è anche un corso tecnico di fotografia. Però di recente ho avuto giorni stressanti, e il mio cervello non avrebbe retto al bombardamento di informazioni.
Quello a cui ho assistito, invece, è stato molto diverso. Lo definirei una raccolta intensiva di spunti, da approfondire a seconda dei propri interessi.

Adriano all'opera!

Adriano all’opera!

Una giornata dedicata alla fotografia come processo creativo, un momento di condivisione leggero e coinvolgente.
Ho scoperto cose che non sapevo su fotografi del calibro di Henri Cartier-Bresson, che Annie Leibovitz scattava in continuazione passando da una macchina all’altra senza nemmeno cambiare rullino e che a volte lo “scatto unico” è una leggenda metropolitana, come nel caso dell’uomo che salta sull’acqua di Bresson: a quanto pare, in realtà, ci sono voluti tre mesi per fare quella foto, e il protagonista non era un operaio, ma un assistente del fotografo.

Ho imparato che per fotografare bene devi entrare in sintonia con la macchina, che con un solo scatto di street photography puoi raccontare vite e storie diverse, lasciando spazio all’immaginazione e che in una foto ognuno vedrà cose diverse (anche se una foto di qualità lo è oggettivamente: può non piacere, ma nessuno potrà dire che non sia ben fatta). Che nelle foto, come nella vita, solo l’emozione resiste. La tecnica è fondamentale, ma se non c’è l’emozione non si vedrà mai la scintilla che anima l’occhio di chi guarda. È tutta qui la differenza tra fotografia e un grumo di pixel.

Per concludere, è un workshop che consiglierei a chi ha già una buona dimestichezza con la sua macchina fotografica (in altre parole, io c’entravo come una suora in un sexy shop!), perché se ha ispirato me darà sicuramente ottimi spunti e ispirazioni a chi già padroneggia la tecnica.

In ogni caso in futuro verranno implementati altri corsi, anche tecnici (per ora per i nikonisti, perché sotto sotto sì sa che siamo i migliori [cari possessori di canon, per gli improperi ho un comodissimo form di contatto ^_^]). Per rimanere aggiornati, tenete sotto controllo il sito di Make a photo, e se avete voglia lasciatemi un commento sulla vostra esperienza!

PS: Questo è il mio ritratto scattato da Adriano e editato da Fabrizio. Sembro quasi gnocca!Anna make a photo ritratto editato

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