E insomma, come vi dicevo erano riusciti a rapirmi. L’umiliazione è stata così cocente che ho smesso di soffiare e in generale di fare qualsiasi cosa. Andavo incontro al mio destino con il tipico coraggio felino del tutto è perduto fuorché l’onore. Sicuramente mi avrebbero mangiato.
Insomma, me ne stavo sul fondo della scatola, con l’umana che ogni tanto la apriva e cercava di accarezzarmi, blandendomi con la vocina dolce che gli umani usano per evitare di farsi ridurre a brandelli. Quello che mi faceva rabbia era che non aveva nemmeno un cattivo odore. Credevo che gli assassini di mici fossero ben riconoscibili, invece lei sapeva di un misto fra frutta e Dispensatrice di Cibo. Una trappola, certo.
Dopo un po’ la macchina ha smesso di andare avanti e lei e l’umano che la faceva andare avanti sono scesi. Lei teneva ancora in braccio la scatola. Alla fine l’ha aperta e ha continuato ad accarezzarmi. Non avevo più la forza per ribellarmi, così non l’ho graffiata. Almeno sono riuscito a non tremare. Ma ecco… Vicino a me c’era la salvezza. Una specie di macchina sotto la quale potevo nascondermi. Però l’odore non era quello che hanno le macchine, ma più quello degli alberi. Ad ogni modo era la mia unica speranza, così, sperando di spiazzare gli umani sono balzato fuori dalla scatola e mi sono nascosto lì sotto.
Loro hanno usato la tipica tattica da predatore, allontanandosi e fingendo disinteresse. Bene, finché stavano lontani io sarei rimasto vivo. Mi sono messo a dormire per racimolare energie per la lotta finale. Se si fossero avvicinati lo avrei sentito e avrei cercato di sbranarli.

Dopo un po’, non so quanto tempo fosse passato, l’Umana si è avvicinata, recando croccantini. Certo, volevano farmi ingrassare prima di mangiarmi. Questo mi ha fatto capire che ero provvisoriamente al sicuro, visto che tra i miei fratellini e le mie sorelline ero il più magro, anche se ero quello che mangiava di più. Certo, quando ho capito cosa avevano intenzione di fare avrei potuto fare lo sciopero della fame. Il problema è che io non potevo resistere ai croccantini. Beh, almeno sarei morto felice. Sono uscito dal mio rifugio, e ho così scoperto che in un angolo avevano messo un cuscino morbido e ho capito che era per me. Forse non erano cattivi. Forse avevano il compito di tenermi in custodia fino a quando sarei diventato cibo per chissà chi. Per dimostrare loro che avevo capito e non portavo rancore, sono salito su di loro e li ho omaggiati con qualche fusa.
prandy
– to be continued –

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