Oggi parliamo di cinema. Di un film in particolare, Proposta indecente. Non ho nessuna ambizione critica, vorrei solo discutere sulla stucchevole implausibilità della cosa. Nell’improbabile ipotesi che non conosciate la storia, vi direziono qui:

Capolavoro dell’implausibilità cinematografica

Passiamo ora alle mie considerazioni. Abbiamo un marito stempiatello e con gli addominali che stanno per dire Addiopersempre, David. Non ha un dollaro in tasca e appena guadagna qualcosa al casinò se lo riperde il giorno dopo.

Dall’altra parte abbiamo un plausibilissimo miliardario super gnocco e con il fascino di Raoul Bova che esce dall’acqua in Piccolo grande amore, John (Holmes?). Come se non bastasse è anche posato e gentile, volitivo e sicuro di sè.

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Offre alla nostra cara protagonista, Diana, un milione di dollari per una notte di sesso. Lei ha anche il cattivo gusto di pensarci un attimo. Alla fine il marito ha il coraggio di cambiare idea all’ultimo secondo e spicca una corsa degna di Prandy quando ha capito che lo volevo adottare e si è dato alla fuga. Ora, non è che non colga il profondo romanticismo delle sue all stars che percorrono i corridoi dell’albergo a cinque stelle per fermare tutto. Ma, come diremmo dalle mie parti, “te si un cojon???” Oltretutto non pensiamo che abbia avuto un ripensamento etico: semplicemente il suo amico gli ha fatto notare che il miliardario era gran bello e se lo sarebbe fatto anche lui. E così il nostro eroe ha fatto la seguente considerazione: “Occazzo, sono un cesso ambulante e ho una moglie stragnocca, che sta per farsi un miliardario che per colmo di sfiga è pure gnocco e simpatico. ‘Peta che prendo provvedimenti, così non rischio di passare i giorni che mi restano in sensualissima compagnia della mia mano destra.”
Sennonché lui e lei sono già partiti in barca. Ora, volendo anche tralasciare per un momento barche, case al mare e via comprando, ricordiamo che da una parte abbiamo un maritino geloso e insicuro, che gioca con le tende aspettando il ritorno della moglie (robe che neanche Linus!), dall’altra un testosteronico miliardario biondo con gli occhi azzurri. Naturale che lei trovi un pretesto per fuggire con il secondo! Peccato che è un pretesto assurdo. Potrebbe dirgli: “Senti caro, abbiamo passato dei bellissimi anni, ma sei stempiato e soffri di eiaculazione precoce, ergo sayonara!”

Invece no, lei si arrabbia per essere stata venduta! Insomma, prima ti diverti e poi hai il coraggio di lamentarti. Il nostro miliardario comincia poi a tampinarla che uno stalker seriale ci fa la figura del dilettante. Lei invece che chiamare la polizia si sente lusingata. Molti film horror cominciano così.

Finalmente cede (alla buon’ora!) e se ne va a vivere in una reggia. Ha anche la delicatezza di rilevare che lascia al marito il milione di dollari, che poi milione non lo è più perché l’avvocato si è intascato una percentuale.
E così David prosegue le sue scenate isteriche da sindrome premestruale, fissa bocche di ippopotami pensando alla sua Diana.

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(era il simbolo del loro amore: al suo posto mi sarei offesa) e se ne infischia del suo milione di dollari, sottovalutando imperdonabilmente il potere terapeutico dello shopping.
Ma come immaginerete, non poteva mancare il “lieto” fine. I due si rincontrano a un’asta dove vengono venduti animali esotici (e gli animalisti non piazzano bombe: solo nei film!) e David con il suo milione di dollari non ha nulla di meglio da fare che regalarle un ippopotamo.
ippo 2Ok, tutto molto romantico. Se il miliardario avesse avuto la pancetta o fosse stato un maschio sciovinista io le avrei dato il mio benestare: “Diana, vai con l’ippopotamo!” Ma qui è ridicolo! Il marito è sempre l’insicuro stempiatello di prima e anche se le dice: “Lui non è migliore di me, ha solo più soldi” lei dovrebbe capire che ha solo una sfasatissima immagine di se stesso impressa nella mente! Invece no. Lui si sputtana il milione di dollari per l’ippopotamo e lei lo considera un gesto romantico, invece che una follia dovuta all’astinenza sessuale. Beh sai che ti dico?? Vai vai, che John lo consolo io! Tanto implausibile per implausibile…

Ovviamente John aggiunge il carico da cento. Invece che incazzarsi alterarsi perché l’ha persa per un ominide frustratissimo, come avrebbe fatto qualsiasi persona sana di mente, per lasciarla andare senza rimpianti cerca di convincerla che la storia del milione di dollari era una sua abitudine (John, dove sei? Guarda, se vuoi una notte con me ti faccio anche lo sconto!). Che sublime patetismo! Però questo dimostra che era un uomo cazzuto, a differenza del nostro mister Premestruo: non voleva possederla, voleva che lei si innamorasse di lui, e ci vuole una certa onestà per ammettere che lei lo aveva snobbato per uno che ogni mese deve comprarsi gli assorbenti. Ciliegina sulla torta, lei trova Premestruo seduto nei pressi del molo (ennesimo simbolo del loro amore) che si lecca le ferite pensando all’amore perduto. A quei tempi un disoccupato che si è indebitato per comprare un ippopotamo (perché ricordiamo che del milione di dollari l’avvocato si era intascato una percentuale, a questo gli sceneggiatori non ci avevano pensato, era troppo carino fare cifra tonda!) può stare seduto su un molo a fissare il vuoto. Poi ci si meraviglia che al giorno d’oggi nessuna ragazza con un cervello avrebbe preferito l’ippopotamo al miliardario!

No, ma io non sono cinica eh! Faccio solo finta. Ho sempre adorato gli ippopotami.

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