Felicemente single: cinque miti da sfatare

Siamo la generazione di Friend e Sex and the city: per noi il mondo si divide dicotomicamente in due. Da una parte c’è la popolazione accoppiata. Soprannomi, picci-pocci e doppio profilo. Dall’altra parte, invece, i single impenitenti, con interminabili serate di solitudine a base di film strappalacrime e letti vuoti. In genere, i componenti del primo partito ti perdonano se ammetti la tua colpa e fai ammenda: lacrime, radicale cambio di pettinatura, desiderio di compatimento. A quel punto ogni amica accoppiata si metterà d’impegno per presentarti tutti gli scarti che, tra gli amici del suo ragazzo, non ha preso nessuno. E se oserai non apprezzare il suo impegno, il vostro rapporto potrà dichiararsi concluso. Però potrebbe andarti peggio: potresti partorire la pericolosissima frase “Io sono felicemente single”. Sembra una frase innocua, vero? In realtà, mentre tu pensi di aver proferito quattro semplici parole, hai invece evocato un mondo.

Ecco cinque miti da sfatare nell’immaginario-picci-pocci, cinque cose che di solito pensa chi è abituato a stare in coppia di chi invece osa sfidare Cupido ammettendo un rapporto appagante con la solitudine.
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