L’aberrante cena dei single

Allora. L’anno scorso ero single. E anche l’anno prima. E l’anno prima. Ma non stiamo parlando della triste storia della mia vita, ma semmai di un triste episodio della mia vita. Che è successo l’anno scorso. Mentre ero single.
San Valentino incombeva, ed ennesimamente io stavo cercando amici single che si prestassero a squartare un tenero peluche assieme a me in un luogo romantico (no, nessuna metafora che non capite). Vi stupirete, ma nessuno voleva darmi corda. Certo, avrei potuto tentare in una chat room, ma festeggiare il San Valentino a pezzetti nel cassonetto dell’umido non mi sembrava una grande idea.

Meno due a San Valentino. Possiamo ancora farcela.

Perché io sono come il mio gatto. Fingo granitico cinismo, ma sotto sotto sono dolciastra come una mela cotta. Siccome fa molto trendy, non posso fare a meno di scagliarmi contro San Valentino, ogni anno, fidanzata o no. Perché è una festa commerciale bla bla bla (a differenza del Natale: in comune ci sono solo le renne), perché ci si ama tutto l’anno, ma soprattutto perché i cioccolatini fanno ingrassare.
Per cui passo il mese precedente a dire alla Bestiola che noi no, non festeggeremo san Valentino, per i motivi succitati. Per poi, annualmente, rimangiarmi tutto pochi giorni prima, di modo che il povero malcapitato, che pensava di essersi svangato l’incombenza, deve invece organizzare tutto all’ultimo.
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Discorso bradipesco di fine anno

Corre voce che oggi io debba fare il bilancio del 2014. Devo proprio? Sì?
Vabbè. Questo è l’anno che per me è cominciato peggio in tutta la storia del mondo. Anche peggio dell’anno prima, che è partito con un’influenza intestinale che non se ne voleva andare al punto che hanno cominciato a chiedermi se ero incinta. Solo che il 2013 è subito migliorato, ed è stato un anno bellissimo (ho fatto una foto con Montella!), mentre il 2014 è proseguito su e giù per reparti di neurologia di due città diverse con dei pazzi che non capivi se erano pazienti o medici. No, scherzi a parte, ho avuto la fortuna di trovare dei medici davvero umani, e da quello che mi raccontano non è cosa da poco.

Incubo regali, consigli per bradipi

Ecco, un altro motivo per cui non posso fare la blogger seria sono i regali di Natale. Su tutti i blog “seri”, quelli che hanno milioni di seguaci, è pieno di consigli sui regali da fare. Se devo essere sincera, non ho mai trovato qualcosa di soddisfacente, ma questo solo perché io ho dei potenti complessi di inferiorità nei confronti dei regali di Natale. Oggi, 18 dicembre, io ho comprato due regali, e la materia prima per altri due. Destinati tra l’altro a persone che quasi certamente non vedrò prima del 25. Perché oltre ai complessi che mi perseguitano non so nemmeno stabilire delle priorità.

Il Natale per un’ipocondriaca grinchesca

E ogni sacrosanto dicembre si pone il dilemma: mi lascio andare alla mia natura di Grinch o mi faccio trasportare dal panico ossessivo da regalo, dalla bolgia che ogni sacrosanto giorno affolla le luminose vie del centro camminando a ritmo mucca zoppa perché nemmeno loro sanno che pesci prendere con i regali di Natale?

il mio bradipesco sogno è che i miei amici e parenti compilassero diligentemente una lista desideri dai 2 ai 20 euro per facilitarmi le cose. Tanto quello che mi diverte di più relativamente ai regali è impacchettarli. Oltre a questo, lo shopping natalizio è il regno dei batteri. Per loro il rinfresco di Natale, il pranzo luculliano, la scorpacciata senza domani, arrivano prima. Tanta gente chiusa in luoghi con un riscaldamento a palla che crea l’ambiente pluviale ideale per il proliferare di virus di influenza e via dicendo.

Violenza sulle donne: il rischio di esagerare

Ok, sono tornata. Scusate, ma avevo un male incurabile (raffreddore) che mi ha lasciato ancora strascichi.

Torno oggi perché è la giornata contro la violenza sulle donne. E vi avviso che sto per scrivere qualcosa di molto impopolare, basti pensare che ne abbiamo parlato al lavoro e non ne ho trovato uno d’accordo con me. Neanche tra i maschi. Ma siccome sono sicura di quello che dico, questa riflessione è destinata a trovare spazio sul mio blog.

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Disgusto e raccapriccio – Gli amici si scoprono quando sei al pronto soccorso

Ragazzi, questo è un post-sfogo da bimbaminkia. Me ne pentirò due secondi dopo aver premuto il “pubblica”, ma per l’esimia coerenza che mi contraddistingue non lo cancellerò.

Avevo un amico. Uno di quelli per cui avrei fatto di tutto. Uno dei pochi che non ci ha mai provato con me, uno con cui mi divertivo e ridevo tantissimo. (Anna, non ti devi arrabbiare, il neurologo non vuole).

Non sono una fashion blogger, ma faccio i casting per shopping night!

Cari bradipini e bradipine,
mi costa immensamente scrivere questo post. Ho mal di gola. Freddissimo. Qualche starnuto. E ben 37.1 di febbre, più dolori ovunque. Il che, per me, equivale a stare per morire (sarò bradipocondriaca per qualcosa!). Però so che se non scrivo questo post stasera, non lo scrivo mai più, per cui apprezzate il tentativo e cominciamo.

Ebbene sì. Io guardo shopping night. E mi diverto a vedere il sadismo di quei due che si estrinseca contro le povere malcapitate concorrenti. E sì, in un momento di follia mi ero iscritta ai casting, secoli fa, tanto da dimenticarmi di averlo fatto. Così all’inizio, quando ho ricevuto la chiamata di Magnolia, pensavo fosse un mio amico che mi faceva lo scherzone di fine settembre.

E invece. Così stamattina mi sono trovata davanti alla Rinascente con un centinaio di ragazze (e anche donne) in coda per i nostri 5 minuti di tentata celebrità. In realtà, uscita di casa ero anche fiera del mio abbigliamento.
me(vestito, naturalmente, made in armadiodimathre!). Davvero, ero anche motivata.

L’uomo vero è peloso

Ok, sarò banale, ripetitiva e poco originale, ma secondo me l’uomo deve essere peloso. E sia chiaro, non sto parlando del pelo alla Danny de Vitoche tra l’altro secondo me si inceretta. Parlo del pelo medio che distingue un uomo da una donna. Ecco, se mi chiedete qual è la quantità giusta di pelo che differenzia un uomo da una scimmia col pollice opponibile, la mia risposta è:

Rimpianti bersaniani (no, la politica non c’entra!)

Oggi mi sono giocata l’occasione più ghiotta della storia. In confronto duedipiccare l’uomo che vantava il terzo posto nella mia hit parade estetica (nonché delle dimensioni stile Salerno-Reggio, scusate il francesismo) è un peccatuccio veniale. Questo invece rimarrà il più grande rimpianto della mia vita.

Allora, dovete sapere che avendo delle tette molto timide e poco restie ad esprimersi in tutto il loro splendore (leggi: sono imparentata con un surf) io sono solita andare in giro con scollature pochissimo discrete, perché tendo a trovare i vantaggi delle situazioni (in questo caso l’unico vantaggio è che posso permettermi scollature da red carpet per andare in ufficio senza che i colleghi mi fissino il davanzale tutto il giorno).

Perbacco, la legge!

Volevo scrivere questo post molto prima, ma cosa volete, dovevo riprendermi dal gol di Ilicic. Poi ormai lo sapete che sono bradipa e arrivo in ritardo come i carabinieri.

Fatto sta. Giorni fa, stavo tranquillamente rientrando in casa. Dovete sapere che abito in una zona un pochetto malfamata, almeno la sera. Ma erano le 20.30, e di solito i rapinatori si svegliano più tardi, quindi non mi aspettavo ciò che è successo.