Chi sono
Dovevo nascere fashion blogger, ma poi qualcosa è andato storto e sono diventata bradipocondriaca: poltrisco leggiucchiando notizie online, ma a volte sono costretta a interrompermi per elaborare diagnosi fantasiose a partire da unghie incarnite.
Assieme a me, questo sito è curato dal mio gatto: si chiama Prandy, da Prandelli, ex ct della Nazionale ma soprattutto della Fiorentina, che è la mia squadra del cuore. Il calcio è la mia più grande passione: ho cominciato a seguirlo a 5 anni quando giocavo con mio cugino, e da allora ha sempre fatto parte della mia vita. Da piccola ero un maschiaccio e odiavo il rosa. Poi sono cresciuta, e quegli adorabili bambini che mi avevano sempre visto come una compagna di giochi… hanno continuato a vedermi come una compagna di giochi, fidanzandosi invece con quelle che avevano fatto del colore rosa una filosofia di vita.
Così mi sono resa conto che al calcio dovevo affiancare qualcosa di più femminile, come lo shopping selvaggio e il trucco e parrucco. A volte i risultati sono buoni, altre volte tragicomici.
Da questa fusione rosa-shopping e azzurro-calcio nascono i colori indefinibili di questo blog, che dimostra che una donna può permettersi di fare l’uomo senza perdere la femminilità. O meglio, ci può provare!

Cosa faccio
Non voglio annoiarti con paroloni tipo “press agent”, “content writer-editor” o “social media manager”, perché se non sei del settore le capiresti esattamente quanto io capisco “technical services manager”, “accounting” e giù di lì.
Quindi, parlando potabile, diciamo che io faccio tre cose:
1. Io scrivo
“Sì, anche io, ogni tanto, specie su whatsapp”, dirai tu. E invece posso garantirti che non è così facile e bisogna sapere come farlo. Io scrivo quasi qualsiasi cosa (“quasi” perché, onestamente, con una tesi di informatica non me la caverei molto bene!). Che siano articoli per testate giornalistiche (principalmente sul ViviPadova), discorsi per altre persone, comunicati stampa, post sui social o testi promozionali, io nel tempo ho imparato a scrivere (quasi) tutto. E quando ti dicevo che no, non lo possono fare tutti, fidati che so di cosa parlo (vedi punto 2)
2. Io correggo
Durante la maggior parte della mia giornata lavorativa, io leggo testi di altre persone e li correggo. Che non vuol dire semplicemente che cancello gli errori come una brava maestrina (ma vi giuro che ce n’è bisogno, c’è ancora gente in giro capace di separare sistematicamente con una virgola soggetto e verbo): io cerco anche di rendere più efficaci i testi di blogger, politici, aspiranti giornalisti e via dicendo. Ci sono moltissime persone che hanno delle ottime idee (spesso idee che io non avrei), ma non le sanno mettere nero su bianco (o perlomeno, non in italiano corretto). Che problema c’è? Ci sono io!
Mi occupo marginalmente anche di tesi di laurea. In questo caso la mia revisione è limitata alla grammatica e all’editing, visto che non posso per ovvie ragioni essere competente in ogni campo del sapere
3. Io promuovo
No, non ballo sul cubo, non vi voglio così male. Ve lo dico perché molti, quando dico il nome inglese di questa attività, me lo chiedono. No. Io mi occupo di rendere migliore l’immagine che i clienti hanno di una piccola azienda. Se hai un’azienda, vendi un buon prodotto ma le cose vanno male, è probabile che tu abbia un problema con la comunicazione (forse l’hai data in gestione al tuo nipotino per 50 euro al mese, come fanno in molti). Questo è esattamente il pane per i miei denti 😉

 

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