Asfalta il classico: Ritratto di signora

Ci ho messo un anno, ma alla fine ce l’ho fatta e ho finito Ritratto di signora di Henry James. Prima che proseguiate la lettura della mia dissacrante recensione è bene che sappiate due cose: ho apprezzato i classici inglesi e direi che sono i miei preferiti e no, non passo la mia vita a leggere Harmony et similia. Secondo: questo pezzo contiene spoiler proporzionali alle pagine del libro. Ora che lo sapete potete andare avanti nella lettura col cuore più leggero.

Protagonista di Ritratto di signora è tale Isabel Archer. Non si capisce bene se è una gnocca o no, ma si propende per #quelcertononsoche, che è quella cosa con cui un autore giustifica il fatto che una tipa totalmente amorfa spezzi cuori in lungo e in largo (NB: adesso i tempi sono cambiati e #quelcertononsoche è diventato #selfieincostume).

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“Ti piacciono i bambini?”

Quante volte durante queste feste mi sono sentita chiedere, da gente più o meno sconosciuta, se mi piacciono i bambini? Il fatto che io abbia superato i 30 e che non sia provvista di prole, evidentemente, desta sospetti. Cosa ne faccio dei bimbi? Li mangio? O, peggio ancora, li odio?
Tranquilli, sono a dieta. Ma questa cosa di “ti piacciono i bambini?” non manca mai di rendermi profondamente basita.girl-102831_640

Quando il web accende la frustrazione

Avete presente quando non dovete pensare a una cosa e sembra che l’intero universo stia congiurando per farvela trovare servita su un piatto d’argento in ogni angolo?
Beh, moltiplicate quella sensazione per 100 e vi troverete nella situazione di chi lavora sul web.

Vi faccio un esempio pratico: io sono un disastro a disegnare. Molti dicono che riescono a fare solo la casetta stilizzata. Beh, io nemmeno quella. In passato mi sono anche iscritta a un corso di illustrazione. Morale della favola: sei molto creativa e hai un tuo stile, peccato che con la tecnica stai a zero.
Ci ho rinunciato. Devo dire che tra tutte le rinunce che ho fatto, questa non mi è pesata un gran che. Il tempo che avrei dovuto impiegare per imparare a disegnare sarebbe stato troppo rispetto al vantaggio che ne avrei ricavato.

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Un bradipo aggredito dal tonno

Qualcuno di voi potrebbe pensare che il mio primo esperimento pastifero non fosse il preludio del fallimento della mia carriera di cuoca, ma solo un incidente di percorso che poteva essere superato senza difficoltà.
Questo post è per dimostrare che si sbagliano.
17 anni, cucina di casa mia (o per meglio dire, sgabuzzino dotato di fornello: la mia cucina aveva la spaventosa larghezza di 4mq e se ci volevi stare con un’altra persona eri costretto a darti al free climbing sul frigo).
In un momento di folle generosità decido di cucinare una meravigliosa pasta al tonno per mio padre che sarebbe tornato da una riunione tostissima.apple-1883934_640