Tutti gli articoli di Bradipanna

A volte ritorno (e mangio Gourmet Gold!)

Buongiorno, cari umani, come state? Lo so che è da un bel po’ che non scrivo, ma sapete perfettamente che la mia è una vita molto intensa e densa di eventi, quindi non posso certo passare le mie giornate al computer (anche perché quella storia del pollice opponibile mi mette in gran difficoltà!). Ho detto che ho avuto degli impegni e, nella fattispecie, erano impegni molto importanti. Anzi, era un solo impegno molto importante, e nella lista delle cose da fare era sotto la voce “mangiare Gourmet Gold Tortini”. L’Umana ultimamente mi sta dando questi tortini buonissimi, che io mi gusto lentamente e con somma classe. Sì, qualcuno mi ha raccontato che lei va in giro a dire che io mi fiondo sulla ciotola e ingurgito tutto in un nanosecondo, ma vi pare?? Un gatto della mia innata classe? Se avessi il pollice opponibile, di cui vi parlavo, scriverei al mio avvocato e la denuncerei per diffamazione seduta stante. Non lo faccio solo perché non saprei a chi chiedere di aprire i Tortini, se lei dovesse finire in prigione. Va beh, magari a volte (una o due volte massimo eh!) posso essere stato un po’ precipitoso, ma vi assicuro che quelle prelibatezze mi provocano! Loro sono lì, tranquille nella ciotola, ma è il posto sbagliato! Quei Tortini sono troppo golosi per non finire nella mia bocca senza passare dal via (oh, qui lo dico e qui lo nego, io non ho mai capito a cosa servano le ciotole!). Il tempo che l’Umana impiega ad aprire la scatoletta e spostare quel ben di Iside nella ciotola è un’agonia! Devo addestrarla meglio, perché poi mi tocca compensare quel lasso di tempo eterno masticando più velocemente. E mi dispiace farlo, perché la mia raffinatezza ben si adatta a quella di Gourmet Gold Tortini.

dsc_0381
Tra l’altro dà una certa soddisfazione infilare il muso in quella prelibatezza dalla forma strana: è come entrare in uno scatolone e farsi le unghie, come stare seduti al sole e guardare con superiorità il cane dei vicini che abbaia come se potesse darmi la caccia. Insomma, sono sicuro che abbiate capito. E se non avete capito voi, capiranno sicuramente i vostri padroni di casa, quelli che vi stanno seduti in braccio facendo le fusa: mostrategli questo sito  e vi assicuro che assisterete a un tripudio di strusciate sullo schermo. Ora vi devo urgentemente salutare, che è ora di mangiare ( #gourmetgold , ovviamente!) A presto, cari umani, e masticate lentamente (almeno voi!)

Salva

Salva

Buzzoole

Salva

Asfalta il classico: Ritratto di signora

Ci ho messo un anno, ma alla fine ce l’ho fatta e ho finito Ritratto di signora di Henry James. Prima che proseguiate la lettura della mia dissacrante recensione è bene che sappiate due cose: ho apprezzato i classici inglesi e direi che sono i miei preferiti e no, non passo la mia vita a leggere Harmony et similia. Secondo: questo pezzo contiene spoiler proporzionali alle pagine del libro. Ora che lo sapete potete andare avanti nella lettura col cuore più leggero.

Protagonista di Ritratto di signora è tale Isabel Archer. Non si capisce bene se è una gnocca o no, ma si propende per #quelcertononsoche, che è quella cosa con cui un autore giustifica il fatto che una tipa totalmente amorfa spezzi cuori in lungo e in largo (NB: adesso i tempi sono cambiati e #quelcertononsoche è diventato #selfieincostume).

1485188308906 Continua a leggere

“Ti piacciono i bambini?”

Quante volte durante queste feste mi sono sentita chiedere, da gente più o meno sconosciuta, se mi piacciono i bambini? Il fatto che io abbia superato i 30 e che non sia provvista di prole, evidentemente, desta sospetti. Cosa ne faccio dei bambini? Li mangio? O, peggio ancora, li odio?
Tranquilli, sono a dieta. Ma questa cosa di “ti piacciono i bambini?” non manca mai di rendermi profondamente basita.girl-102831_640 Continua a leggere

Quando il web accende la frustrazione

Avete presente quando non dovete pensare a una cosa e sembra che l’intero universo stia congiurando per farvela trovare servita su un piatto d’argento in ogni angolo?
Beh, moltiplicate quella sensazione per 100 e vi troverete nella situazione di chi lavora sul web.

Vi faccio un esempio pratico: io sono un disastro a disegnare. Molti dicono che riescono a fare solo la casetta stilizzata. Beh, io nemmeno quella. In passato mi sono anche iscritta a un corso di illustrazione. Morale della favola: sei molto creativa e hai un tuo stile, peccato che con la tecnica stai a zero.
Ci ho rinunciato. Devo dire che tra tutte le rinunce che ho fatto, questa non mi è pesata un gran che. Il tempo che avrei dovuto impiegare per imparare a disegnare sarebbe stato troppo rispetto al vantaggio che ne avrei ricavato.

colored-pencils-686679_640

Continua a leggere

Un bradipo aggredito dal tonno

Qualcuno di voi potrebbe pensare che il mio primo esperimento pastifero non fosse il preludio del fallimento della mia carriera di cuoca, ma solo un incidente di percorso che poteva essere superato senza difficoltà.
Questo post è per dimostrare che si sbagliano.
17 anni, cucina di casa mia (o per meglio dire, sgabuzzino dotato di fornello: la mia cucina aveva la spaventosa larghezza di 4mq e se ci volevi stare con un’altra persona eri costretto a darti al free climbing sul frigo).
In un momento di folle generosità decido di cucinare una meravigliosa pasta al tonno per mio padre che sarebbe tornato da una riunione tostissima.apple-1883934_640 Continua a leggere

Relazioni di coppia con cucina e pasta

Sono più che convinta che ogni individuo nasca in un certo modo, e il tempo possa solo plasmare ciò che già c’è.
In particolare, io potrei additare il momento specifico in cui mi sono avviata a diventare una pessima donna di casa, odiata dalle suocere e tollerata a malapena dai fidanzati.
Avevo 14 anni. Era ottobre, mezzo giorno, interno ben illuminato della cucina di Marianna, amica dai tempi dell’asilo. I nostri rispettivi genitori avevano deciso di passare un week end fuori porta e ci avevano sistemato a casa di lei per una romantica convivenza di tre giorni.christmas-kids-1073567_640 Continua a leggere

Guida alla creazione di un refill per agenda (per imbranati)

Sono un bradipo frustrato. Dovete sapere che anni fa mi sono trovata a fare il lavoro di un grafico. È stata un’esperienza stressante, perché nessuno mi ha insegnato a farlo, e io sono una copywriter e non una grafica. Però ho fatto di necessità virtù, imparando per conto mio un sacco di cose utilissime. Tra queste, utilizzare InDesign.
Poi per fortuna sono tornata alle mie attività regolari e per quattro anni non ho più aperto InDesign. Adesso come vi dicevo mi sono trovata a voler creare i refill per la mia agenda nuova. Il programma di elezione per impaginare e aggiungere qualche .png per me è InDesign, perché su Photoshop sarei costretta a salvare 15 file da stampare poi separatamente (la mia agenda è costruita su due giorni per pagina), tra l’altro fronte/retro. Lieta di lavorare in un posto dove posso accedere liberamente a questi programmi, mi accingo a fare il lavoro che, beata ingenuità, avrebbe dovuto impegnarmi al massimo trenta minuti (avevo già scelto i font e salvato i .png).

Peccato che NON SO PIU’ USARE INDESIGN. Non parlo di cose complicate, ma di funzioni base (tipo copiare un modello o inserire un .png). Non penso che in quattro anni il programma sia cambiato così profondamente da impedirne l’uso. Penso piuttosto che il mio periodo da grafica sia durato troppo poco: ho imparato troppe cose troppo velocemente, e così le ho, altrettanto velocemente, dimenticate. Però volevo assolutamente creare i refill di dicembre, per abituarmi da subito a usare un’agenda ad anelli.

Ebbene, me ne vergogno. Ma alla fin fine, quello che conta è il risultato. Ho usato Microsoft Word.

img_2095 Continua a leggere